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Giornata della Memoria 2025: MAI INDIFFERENTI

Sono passati 80 anni dal giorno in cui nel 1945 le truppe sovietiche liberarono il campo di concentramento e di sterminio nazista di Auschwitz-Birkenau, e 25 anni dall’istituzione del Giorno della Memoria.

Come insegnare l’unicità della Shoah in un contesto nel quale la lontananza delle nuove generazioni da quell’evento è sempre maggiore e lo svuotamento di senso un rischio sempre più concreto?

Inoltre, quest’anno le storie in corso in Medio Oriente accrescono le difficoltà della commemorazione, pongono drammatici interrogativi, obbligando a ripensare le stesse categorie con cui abbiamo interpretato la Shoah e a chiederci a che serve la memoria dei crimini del passato di fronte a quelli di oggi.

Riteniamo urgente interrogarci come docenti su questi temi che riguardano la nostra responsabilità nella formazione delle nuove generazioni, in un tempo in cui la necessità di comprendere il tempo presente e di usare la prospettiva storica come strumento per la riflessione critica sul mondo è sempre più urgente e contestualmente è ancora di più compromessa dalle false notizie, dai linguaggi dei social e dal rumore dei media.

IVO MATTOZZI ED ERNESTO PERILLO NE HANNO PARLATO CON ANNA FOA E DAVID BIDUSSA IN UN INCONTRO ONLINE

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LEGGI LA RECENSIONE DI ENZO GUANCI al libro di Anna Foa, Il suicidio di Israele, Bari-Roma, Laterza, 2024

LEGGI L’ARTICOLO DI CIRO SALTARELLI, Shoah e didattica della storia: sviluppare il pensiero critico per non restare indifferenti