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27 gennaio, Giorno della Memoria

Il Giorno della memoria fu istituito con la legge n. 211 del 20 luglio 2000, al termine di un percorso parlamentare e civile che si intrecciava con la crescente attenzione internazionale per la memoria della Shoah. La scelta italiana si collocava nel clima degli anni Novanta, segnato dalla fine della Guerra fredda, dalla riapertura del confronto sulle responsabilità del passato e dalle guerre nella ex Jugoslavia. Nel 2000 la Dichiarazione di Stoccolma pose la memoria dell’Olocausto al centro di un impegno internazionale; nel 2005 l’Assemblea generale dell’ONU istituì il 27 gennaio come Giornata internazionale di commemorazione.

La data richiama il 27 gennaio 1945, quando le truppe sovietiche entrarono ad Auschwitz. Ma Auschwitz non è soltanto il simbolo dello sterminio: è il punto d’arrivo di un processo storico fatto di discriminazioni, esclusioni, propaganda, leggi, persecuzioni, deportazioni e uccisioni. Anche la storia italiana deve essere interrogata dentro questo processo, a partire dalle leggi razziali del 1938 e dalle responsabilità del fascismo nella persecuzione degli ebrei.

In poco più di vent’anni, il Giorno della memoria è diventato una ricorrenza istituzionalizzata e progressivamente monumentalizzata. Un processo importante, ma non privo di rischi: quando il ricordo diventa rito può perdere la capacità di interrogare; quando la memoria si riduce a formule ripetute, immagini stereotipate o testimonianze decontestualizzate, può produrre assuefazione invece che consapevolezza.

È soprattutto nella scuola che occorre rinnovare significati e pratiche. Ricordare non significa soltanto commemorare le vittime, ma costruire conoscenza storica: lavorare sulle fonti, confrontare le interpretazioni, comprendere come una società possa trasformare discriminazione e razzismo in persecuzione e sterminio, discutere responsabilità e scelte individuali e collettive, distinguere tra memoria e storia, connettere il passato con il presente.

In un tempo nel quale retorica, banalizzazione e indifferenza rischiano di svuotare il significato della ricorrenza, il Giorno della memoria può conservare la sua funzione civile solo se torna a essere un’occasione per imparare a pensare storicamente.

 

I webinar di Clio’92

2026

2026, “Il giorno della memoria al tempo di Gaza. Mai indifferenti”, webinar con Anna Foa, David Bidussa.

Il 27 gennaio 2026 obbliga, ancora una volta, ad uscire dalle convenzioni della retorica, a superare i riti consolatori della memoria, a connettere il passato con il presente e con le drammatiche contraddizioni che caratterizzano le storie in corso. 

 

2025

2025, “Mai indifferenti”, webinar con Anna Foa, David Bidussa.

A 80 anni dal giorno in cui nel 1945 le truppe sovietiche liberarono il campo di concentramento e di sterminio nazista di Auschwitz-Birkenau, e a 25 anni dall’istituzione del Giorno della Memoria il video documenta la riflessione di Anna Foa e David Bidussa, in dialogo con i docenti intervenuti nel webinar MAI INDIFFERENTI.

 

 

Le pubblicazioni di Clio’92

 

 

 

Recensioni

 

 

 

Esperienze e materiali per la didattica

 
 

Link utili (in progress)

 

Indicazioni bibliografiche (in progress)

Zigmunt Bauman, L’ultima lezione, Laterza, Bari-Roma 2018, Einaudi, Torino 1987.

Marc Bloch, Critica storica, critica della testimonianza (1914), in Id., Storici e storia, Einaudi, Torino 1997, pp. 11-20.

Marc Bloch, Riflessioni di uno storico sulle false notizie di guerra (1921), in Id., Storici e storia, Einaudi, Torino 1997, pp. 163-184.

Italo Calvino, Esattezza, in Id., Lezioni americane, Mondadori, Milano 2022, pp. 57-79.

Alessandro Cavalli, Memoria, in Enciclopedia delle scienze sociali, Vol. V, Istituto dell’Enciclopedia Italiana -Treccani, Roma 1996, pp. 596-603.

Sergio Della Sala, Perché dimentichiamo. Una scienza dell’oblio, Feltrinelli, Milano 2025.

Michel Foucault, Sui modi di scrivere la storia (1967) in Id., Follia e discorso. Archivio Foucault 1, Feltrinelli, Milano 2014, pp. 153-169.

Michel Foucault, L’a priori storico e l’archivio, in Id., L’archeologia del sapere, Rizzoli, Milano 1980, pp. 169-176.

Eric J. Hobsbawm, Come si inventa una tradizione, in Eric J. Hobsbawm – Terence Ranger, (a cura di) L’invenzione della tradizione, Einaudi, Torino 1987, pp. 3-17.

Eric J. Hobsbawm, La storia dell’identità non basta, (1994), in Id., De historia, Rizzoli, Milano 1997, pp. 306-318.

Jacques Le Goff, Memoria, in Enciclopedia Einaudi, vol. 8, pp.1068-1109.

Jacques Le Goff, Documento/Monumento, in Enciclopedia Einaudi, Torino 1978, vol. V, pp. 38-43.

Pierre Nora, Le moment de la «mémoire collective» , in Jacques Le Goff, La nouvelle histoire, Retz, Paris 1978 , pp. 319-325 (poi in Pierre Nora, Présent, nation, mémoire, Gallimard, Paris 2011, pp. 299-305).

Ernest Renan, Che cos’è una nazione?, Castelvecchi, Roma 2019.