Le questioni in gioco sono molte e piuttosto intricate. Ben le conoscono i docenti di scuola primaria e secondaria che, il più delle volte, svolgono il doppio ruolo di insegnanti di italiano e di storia. Ben lo sanno quando sono costretti a scontrarsi con il senso comune di quei genitori e colleghi che… “per imparare la storia basta studiarla”, dimenticando che per studiarla bisogna aver imparato a studiare, e a studiare la storia, con alcune sue specificità che la rendono spesso poco comprensibile.

La storia si studia sui testi. Non solo e non necessariamente sui “libri di testo”, ma certamente facendo i conti con i testi. Anche quando si fa ricerca storico-didattica con le fonti. Anzi. Soprattutto in quel caso. Giacché per trarre informazioni dalle fonti bisogna possedere una qualche seppur minima enciclopedia personale che consenta di inferire notizie nuove,  altrimenti le fonti restano mute. In buona sostanza, per imparare a leggere le fonti bisogna aver prima imparato a leggere i testi. E poi, comunque,  non c’è ricerca che non si concluda con un testo storico. Con un testo storico comprensibile.

La ricerca minuziosa che Clio’92 conduce da anni, – qualcuno sostiene addirittura prima della sua fondazione – sul testo storico, nel duemilatredici ha affrontato la questione della comprensione.  

 

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