Perché una ricerca sulla “Storia Generale”?

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Dialogo con chi pensa alla storia che si insegna come storia manualistica e a chi pensa che “generale” abbia bisogno di essere limitato dall’avverbio “parzialmente” perché non comprende tutto quel che potrebbe e dovrebbe essere trattato dalla storia insegnata.

Dialogo con loro perché le loro sono state le obiezioni più renitenti nell’accettazione dei miei precedenti discorsi a proposito del genere storiografico definito “storia generale”.

Ma il punto di arrivo è proporre un percorso di ricerca e di produzione che si concluda nella XXV SEA 2019 e perciò la conversazione riguarda tutti.

  1. Storia manualistica? Se si designa storia manualistica allora pare che il libro di testo non possa che contenere storia manualistica, cioè il tipo di storia che ora si trova nei manuali e che essa sia un genere storiografico a parte. Occorre riconoscere che l’asse discorsivo principale dei testi che chiamiamo manuali appartiene ad un genere di storia che dal ‘700 si chiama storia generale. Giustamente i cataloghi di librerie on line inseriscono i testi “manualistici” nella categoria “storia generale e mondiale”.

Il procedimento corretto è questo: prima di progettare la scrittura del libro di testo, occorre avere scelto un modello di storia generale o averlo costruito. Non è quello di prendere gli indici di manuali già esistenti e di rispolverarli o integrarli con qualche marginale innovazione. 

Il modello (ammesso che esista) non può essere (solo) quello della storiografia accademica (SA). Dico ammesso che esista, perché sappiamo che in SA ci troviamo in presenza di un pluralità di testi (come ricavarne un modello?) che oltretutto variano nel tempo. La SA ottocentesca  non è quella delle Annales e delle elaborazioni posteriori. E solo per fare un esempio di st. contemporanea, il Novecento di E. Hobsbawm non è quello di C.S. Mayer: in base a quali criteri scegliere tra le produzioni della SA?

Dobbiamo chiederci cosa si intenda per storia genarle scolastica (SGS):  il riferimento al contesto formativo cambia radicalmente la tematizzazione, obbligandoci a considerare vincoli, obiettivi, finalità, procedure di cui la SA non si cura: stabilire gli  archi temporali di riferimento nei diversi cicli scolari, utilizzare i QDC, PdT  e i temi+ problemi, costruire determinati sistemi di conoscenze piuttosto che altri sono scelte che non  dipendono dalla storiografia accademica di riferimento.

  1. Storia parzialmente generale?” “Generale” non significa onnicomprensiva o planetaria. Non si usa per indicare un libro che tematizzi la totalità dei fatti o degli aspetti o dei soggetti. Gli storici hanno coniato l’aggettivo “totale” per indicare un testo con l’ambizione di trattare un fatto da tutti i punti di vista. Perciò è un controsenso dire “parzialmente generale”. La tematizzazione può essere più o meno comprensiva. Per indicare l’aspirazione o il tentativo di scrivere una storia onnicomprensiva, o considerata da tutti i punti di vista si usa l’aggettivo “totale” (in francese “a part entiére”) e per indicare la scala planetaria si usa l’aggettivo “mondiale”, “del mondo” (esempio:Storia economica del mondodiretta da Pierre Leon). 

Ci può essere la storia generale a scala mondiale, la storia generale a scala continentale, la storia generale a scala nazionale, e a scala locale, la storia generale di aspetti di civiltà, relativa alle donne, ad un ceto ecc. ecc.

Mi pare manchi una definizione in positivo di storia generale: se capisco bene, l’unico criterio sarebbe quello dell’arco temporale considerato: tendenzialmente dall’inizio ad oggi.  Storia generale di Mogliano Veneto sarebbe un esempio di storia generale a scala locale, storia di Mogliano Veneto nell’Ottocento, sarebbe un esempio di storia… parziale.

Che poi, andando a vedere gli indici dei testi storiografici che nella titolazione portano l’aggettivo generale, si potrebbe scoprire che gli archi temporali effettivamente considerati sono diversi, decidendo ciascun autore quando far iniziare e terminare la propria storia generale.

E’ questo il criterio che ci serve per la SGS?

Dai tipi di storia generale alternativi alla storia generale da insegnare

Riconoscere che la storia che si insegna appartiene al genere storiografico storia generale e che esistono diversi tipi di storia generale ci permette di pensare la possibilità di realizzare un tipo di storia generale su misura delle esigenze formative nei diversi livelli curricolarie più efficace nella formazione di alunni competenti ad usare le conoscenze storiche apprese e a incrementarle lungo l’arco della vita.

Si tratta di una impresa già realizzata per la scuola primaria: la storia generale centrata sulle descrizioni di civiltà che si sono sviluppate e che hanno modificato le varie parti del mondo anticamente è una storia generale su misura delle esigenze formative della scuola primaria. Ha fatto piazza pulita della storia generale eventografica che si insegnava prima. Ma a noi tocca proporre testi che la rendano il più rispondente agli obiettivi di formazione del primo sapere storico.

Rispetto alla SGS della scuola primaria a me non sembra che si tratti “solo” di gestire meglio la storia generale centrata sulla descrizione di civiltà, ma di ragionare anche attorno ad alcune altre questioni:

  1. se finalità macro è quella di costruire la prima comprensione del mondo, a me pare necessaria la conoscenza “generale” di alcuni momenti della storia del mondo e dell’umanità nel periodo arcaico (lo chiamo così al posto di preistorico, espressione priva di senso) e in quello antico: dei tratti fondamentali dell’umanità (uomini, donne, bambine e bambini) in alcuni momenti decisivi della storia arcaica e antica. Per quel (poco) che so e conosco dai sussidiari, il focus tematico (figura) mi sembra siano le diverse civiltà, restando assolutamente residuale  (sfondo) la conoscenza dell’insieme.

Domanda: è possibile  rovesciare questo rapporto tra figura e sfondo?

  1. È inoltre possibile/opportuno introdurre già nel secondo ciclo della primaria la conoscenza di alcuni grandi processi di trasformazione (ominazione, neolitizzazione, urbanizzazione) e di alcune problematizzazioni (ad esempio perché da cacciatori, raccoglitori, pescatori siamo diventati progressivamente agricoltori e allevatori). Ovviamente a livello di bambine/i?.
  2. Va ripensato il periodo arcaico (preistoria), che pone diversi problemi (non entro qui nel merito), tenuto conto anche dell’incredibile omissione (cfr. le indicazioni ministeriali) di questo tema nel primo biennio della superiore.

In pratica una ragazza/o in Italia esce dopo 15 anni di scuola pubblica avendo sui primi tre milioni di storia dell’umanità le informazioni ricevute in terza-quarta classe della primaria: homo insipiens?

Nella costruzione della SGS dobbiamo assolutamente tener presente:

  1. La dimensione ambientale e degli ecosistemi
  2. La dimensione di genere: come darle visibilità, attenzione, spazio, valore?
  3. Il tempo presente: non solo il calendario civile, ma l’essere parte di una collettività invitano bambine e bambini (maestre e maestri) a condividere esperienze, momenti, parole ed emozioni del mondo nel quale si svolge la loro vita. In che modo questo tempo è parte del tempo storico reso domestico dalla scuola?
  4. Il tempo futuro: può diventare dimensione educativa e parte del sapere storico insegnato?

 

I nostri compiti pertanto sono:

pensare come si possa gestire meglio tale tipo di storia generale;

inventare un tipo di storia generale su misura per soddisfare le esigenze formative della scuola secondaria di I grado;

Produrre un tipo di storia generale geostorica per il biennio superiore dell’obbligo;

Produrre tipi che rispondano alle esigenze dei diversi percorsi degli istituti di scuola secondaria di II grado.

Produrre un tipo di storia generale geostorica: perché il riferimento è limitato al biennio superiore dell’obbligo?

Non si tratta di prendere una storia generale realizzata da storici e di trasporla in una versione per studenti. Si tratta di modellare una storia generale appositamente pensata per diventare il fondamento della cultura storica degli alunni man mano che avanzano nei livelli di scolarità. 

Ciò comporta il compito di selezionare le conoscenze che riteniamo essenziali e di montarle in un sistema destinato a promuovere il sapere fondamentale via via incrementando nel progresso curricolare.

  1. Dovremo, perciò, ragionare, chiarire e esplicitare i criteri della selezione e del montaggio delle conoscenze indispensabili, imprescindibili.
  2. Dovremo proporre indici che diano l’idea del tipo di storia generale disponibile per i diversi livelli e istituti. Poi dovremo fare alcune trasposizioni di conoscenze innovative.

Quindi: al lavoro!

Ivo Mattozzi

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