Storia con la LIM nella scuola primaria, Giuseppe Di Tonto, Ivo Mattozzi, Paola Nencioni

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A cura di Monica Bussetti 

Perché vi proponiamo un libro che vi invita ad insegnare storia con la Lim? Perché la pandemia con il conseguente lockdown ha messo noi insegnanti nella condizione di cambiare sostanzialmente la nostra didattica, in modo da riuscire ad affrontare la DAD, l’eventuale DDI e le nuove regole sulla disposizione in aula degli alunni che hanno costretto alcuni di noi a scegliere fra l’uso della lavagna di ardesia e quello della LIM e questo libro contiene tante proposte di percorsi che potrete declinare, appunto, anche in caso di Didattica a Distanza e/o di Didattica Digitale Integrata; vediamone alcuni.

Partiamo dal concetto importante che i bambini non devono essere riempiti di filmati e immagini mostrati con la LIM, ma devono compiere operazioni cognitive sotto la vostra attenta regia, devono quindi costruire la loro conoscenza in un percorso accuratamente progettato per loro.

Ivo Mattozzi nell’articolo Storia con le nuove tecnologie: cosa cambia, esamina il curricolo di formazione storica nella scuola primaria. Per ogni classe vengono stabilite le competenze che i bambini devono acquisire e vengono descritte le attività con cui impegnarli. Ad esempio: la LIM risulta essere un ausilio prezioso in classe prima per agevolare la condivisione dei copioni su cui si lavora, per dare visibilità in modo semplice, efficace e veloce all’interazione tra insegnante e allievi e tra gli allievi stessi e nell’elaborazione condivisa e ragionata del prodotto finale. In classe seconda il prof. Mattozzi fa riflettere gli alunni sulla loro vita vissuta come ricostruzione di un fenomeno collettivo, organizzato spazialmente e temporalmente, operando sulla LIM con una linea del tempo che consente di periodizzare e di rilevare i mutamenti e gli aspetti permanenti. In classe terza la LIM diventa uno strumento insostituibile per far lavorare i bambini da “piccoli storici”, come ama dire il professore, attraverso le tracce contenute negli archivi e nei musei; per localizzare sul planisfero ciò che già sanno sulle civiltà del passato e ciò che apprenderanno; per la costruzione dei primi quadri di civiltà e della linea del tempo, che diviene lo strumento cronologico per rappresentare il tempo storico. Anche i musei sono stati profondamente cambiati dalle tecnologie digitali e ora sono in grado di intrattenere, attraverso la comunicazione multimediale, interattiva e condivisa, tutti coloro che vogliono visitarli anche a migliaia di chilometri di distanza, diventando così un importante archivio a cui attingere; pertanto per continuare nella costruzione di quadri di civiltà, in classe quarta e quinta la LIM ci permette di lavorare sul riconoscimento di fonti prese appunto dai musei virtuali e dai siti, archeologici e/o divulgativi; anche in questo caso, permette di lavorare sul planisfero, di cercare e studiare copioni come, ad esempio, quello sulla lavorazione del bronzo o della ceramica, facilitando così la connessione  tra le diverse conoscenze costruite.

Una delle strategie didattiche più care a noi di Clio ’92 sono i copioni ed è proprio a questi che è dedicato il primo di due articoli di Coltri e Bussetti Rappresentare copioni con la LIM per insegnare abilità temporali e spaziali in cui s’intende avviare in classe prima l’apprendimento della geostoria proprio con l’uso della didattica dei copioni abbinata alla LIM.  

Cosa sono i copioni? Sono rappresentazioni mentali di procedure di routine del quotidiano, delle attività lavorative, delle relazioni… e sono direttamente influenzati dalla cultura alla quale apparteniamo. Con essi si vuole rendere consapevoli i bambini dell’insieme di agenti, oggetti, azioni, e  lo scopo per cui queste azioni si compiono secondo una determinata procedura, e delle scene sociali nelle quali sono implicati. Fra i tanti copioni possibili (“andare a scuola”, “entrare nella propria aula”, “fare l’appello”, …) che rappresentano gli elementi costitutivi del copione principale “frequentare la scuola oggi in Italia”, viene esaminato il copione del “mangiare in mensa alla scuola primaria” nel quale i bambini vengono via via guidati alla costruzione di più linee del tempo che mostrano le azioni dei vari protagonisti e, soprattutto, li si porta a divenire consapevoli dei rapporti di contemporaneità tra i diversi soggetti impegnati nel copione. Poi col confronto con altri bambini italiani, saranno in grado di generalizzare fino ad arrivare a rispondere alla domanda: come si mangia nelle mense delle scuole d’Italia? Così, di nuovo, la LIM, anche nella prima classe della primaria si rivela un ottimo ausilio per rendere visibili e condivise le operazioni mentali che vengono richieste ai bambini, in questo caso: leggere immagini e disegni, dividerli in gruppi a cui dare un nome, disporli su linee del tempo…..

Nel secondo articolo di Coltri e Bussetti Geostoria del Mediterraneo e civiltà romana al tempo dell’Impero si accarezza l’idea di far viaggiare i bambini di una quinta primaria come turisti virtuali alla scoperta delle tracce della civiltà romana. Il fine ultimo è far rappresentare un quadro di civiltà di Roma Imperiale che permetta di stabilire nessi tra i diversi aspetti della civiltà, come ad esempio tra l’ambiente ed il tipo di insediamento, la varietà di alimentazione e le tecniche agricole o le attività produttive in genere. In questo caso gli usi della LIM sono molteplici, ma essa serve soprattutto, affinché gli alunni possano rendere visibile a tutta la classe ciò che stanno imparando. Quello che ritengo l’uso più affascinante però, è stata la costruzione del quadro di civiltà attraverso l’utilizzo di carte geostoriche e di Google Earth. Viene infatti sperimentata la potenzialità didattica di questo programma per seguire le indicazioni di Braudel in Memorie del Mediterraneo per cercare di portare i bambini a conoscere le montagne ed il deserto che “divorano lo spazio del Mediterraneo”, le coste, le vie e i mezzi di trasporto odierni, i porti del passato e quelli del presente, il clima, a riflettere sull’agricoltura e gli scambi commerciali, sui prodotti agricoli. Il punto di arrivo è la produzione di un testo espositivo corredato da immagini, scritto in gruppo, quando possibile, oppure collettivamente, e anche la produzione di un poster condiviso che rappresenti quanto appreso.

Giuseppe Di Tonto, invece, nell’articolo Metodi, strumenti e risorse didattiche per l’apprendimento della storia con la LIM, fa conoscere il motore di ricerca KidRex, Tiki-Toki, My-histro, e Timerime per la costruzione delle linee del tempo, e Google maps insieme a What was there per allenare le abilità di rappresentazione dello spazio dei bambini. Per chi ancora fosse alle prime armi con l’uso della LIM, qui troverà la presentazione degli strumenti che rendono in grado di costruire mappe concettuali, così come i programmi Cmap e VUE (Visual Understanding Environment). 

Luisa Bordin nell’articolo di chiusura La LIM nell’educazione al patrimonio culturale, ci invita a collegare la storia locale alla storia generale, raccontando dell’esperienza svolta con i suoi studenti di 5° per scoprire le tracce della diffusione della civiltà romana nel loro territorio. Per fare ciò, si è servita di filmati e di carte condivise sulla LIM. Sono state trovate sul web le tracce della centuriazione, sulla quale hanno riflettuto; poi, sempre sul web i bambini si sono preparati per la visita al sito di Aquileia con l’utilissima visione di un breve filmato che ricostruisce in 3D la città antica. Sempre usando la LIM, Luisa ha, inoltre, condotto i ragazzi alla consapevolezza di cos’è un museo e a cosa serve. C’è un’altra particolarità davvero interessante nella descrizione di questo percorso, ossia le inserzioni pratiche da lei chiamate: Come si fa, di cui si serve per dare istruzioni a chi volesse cimentarsi in un percorso analogo.

Non vi resta che “gustarvi” il libro.

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