Lettera al Ministro della Istruzione

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Gentile Prof. Patrizio Bianchi, Ministro della Istruzione

“Clio ’92”. Associazione di Insegnanti e Ricercatori sulla Didattica della Storia”, le porge i migliori auguri per il suo nuovo incarico, cui guardiamo tutte e tutti con particolare fiducia e speranza.

Viviamo in un tempo che sembra aver dimenticato le lezioni del passato. O meglio che sembra aver deciso che dal passato non ci sia nulla da imparare. Nonostante le tante “giornate” e “ricorrenze” che vengono ogni anno celebrate si continua a vivere nel presentismo delle break news e dei talk show, poiché nel senso comune la storia non serve, appare inutile e noiosa.

Noi, insegnanti e ricercatori di Clio’92, siamo convinti del contrario.
Mai come oggi, in presenza di importanti crisi sociali, sanitarie ed economiche, lo studio del passato, cioè di come e quando l’umanità, e in particolare, l’Europa, e la nostra nazione, si siano trovate ad affrontare situazioni simili, potrà aiutare a comprendere il mondo attuale e a costruire progetti per le generazioni future.
Da un trentennio siamo impegnati a rinnovare la storia insegnata e ad aggiornare la formazione degli insegnanti di tutti i livelli scolastici, sia con tante pubblicazioni sia con la collaborazione con molte reti di scuole, con dipartimenti universitari, con musei.

Abbiamo firmato nel 2019 assieme a molte altre associazioni, cittadini e studiosi l’appello Sulla storia come bene comune, lanciato da Andrea Giardina, dalla senatrice a vita Liliana Segre e dallo scrittore Andrea Camilleri per ridare dignità alla storia che è insegnata nelle scuole. Siamo convinti che la conoscenza del sapere storico rappresenti “un principio di democrazia e di uguaglianza tra i cittadini” e che l’educazione al pensiero storico sia alla base dell’effettivo esercizio della cittadinanza attiva: la riflessione critica sulle esperienze del passato è la premessa inevitabile per la comprensione del presente e la pensabilità del futuro.

E tuttavia crediamo che non sia sufficiente inserire la disciplina storia nei programmi di studio in tutti i gradi scolastici, ma sia altresì necessario riprendere e rinverdire le tante riflessioni di storici e storiche, esperti ed esperte di didattica, per arrivare a definire quale storia proporre all’apprendimento in ciascun grado di scuola, dall’infanzia alla secondaria di II grado, costruendo articolati curricula, finalizzati alla formazione di cittadine e cittadini davvero consapevoli che il mondo nel quale hanno la ventura di crescere è un mondo che si è formato storicamente e si sta trasformando grazie ai processi storici in corso.

La questione dello studio del passato per comprendere il presente, infatti, pensiamo non si risolva solo ripristinando il tema di storia all’esame di stato finale.
Riteniamo che sia indispensabile porre al centro di tutto l’efficace formazione iniziale e in itinere delle e degli insegnanti.

Tale formazione non può essere lasciata alla buona volontà dei singoli né alla presenza sul mercato librario di buone o ottime case editrici di testi scolastici.
Perciò siamo molto confortati da quel che leggiamo nel Rapporto conclusivo del comitato da Lei coordinato Idee e proposte per una scuola che guarda al futuro.

Ci rassicura sapere che, finalmente, si mette all’ordine del giorno un forte investimento nella formazione e nel reclutamento ei docenti, la cui funzione deve diventare socialmente più “attrattiva”. E che si devono assicurare, innanzitutto, le basi culturali e disciplinari, pedagogico- didattiche, psicologiche e gestionali necessarie al superamento proprio dei paradigmi didattici e degli schemi organizzativi ereditati dal passato.

E condividiamo con convinzione l’idea che lo sviluppo delle nuove competenze richiede, in primo luogo, di porre attenzione alla promozione della cultura matematica e scientifica (STEM), in stretta collaborazione con la cultura umanistica.

A questo proposito siamo impegnati da anni nella valorizzazione della storia dei processi di trasformazione storica dovuti alle applicazioni tecnologiche e scientifiche fin dall’antichità. Quest’anno la nostra ricerca sarà dedicata a proporre l’inclusione di tali conoscenze nel curricolo di storia in collaborazione con esperti di didattica della tecnologia e delle scienze.

La nostra Associazione – con la quale il suo Ministero stipulò già molti anni fa un protocollo d’intesa – ha collaborato in tante iniziative riguardanti sia il rinnovamento delle proposte curricolari sia la formazione degli insegnanti.
La consideri anche ora a disposizione per valorizzare l’insegnamento della storia nell’uscita dall’emergenza sanitaria, non tanto per tornare a come eravamo prima, bensì per l’avvio di un progressivo e non lento miglioramento verso la formazione di nuove cittadine e cittadini europei dotati di cultura storica e di pensiero critico.

Le auguriamo buon lavoro, con tanta cordialità.

Venezia, 25/2/2021

Ivo Mattozzi

Presidente dell’Associazione “Clio’92”
Prof. a contratto nella Facoltà di scienze della formazione primaria nella LUB ivomattozzi@clio92.it
cell: 3477165442
www.clio92.org

 

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