Come una rana d’inverno. Donne e Shoah. Quaderno n. 11

“È possibile parlare, a proposito della Shoah, di una differenza tra i generi? In una situazione estrema come quella dello sterminio nazista degli ebrei, quando ogni ebreo, uomo, donna o bambino, era destinato a essere ucciso, come possiamo parlare di differenza tra il trattamento riservato agli uomini e quello riservato alle donne? E successivamente, tra i sopravvissuti che prendevano la penna per raccontare la vita e la morte nei campi, esistevano differenze tra la scrittura delle donne e quella degli uomini? Esiste cioè una narrazione al femminile della Shoah? Queste le domande che ci si deve porre se si vuole affrontare il discorso di genere nella Shoah.”
Con queste parole la storica Anna Foa introduce la sua riflessione su donne e Shoah, il tema al quale abbiamo voluto dedicare il Quaderno n.11.
Non abbiamo la pretesa qui di rispondere a questi interrogativi. Più modestamente il nostro intento è quello di offrire alcune indicazioni e strumenti per costruire possibili risposte, per avviare una riflessione su cosa significhi tematizzare la Shoah dal punto di vista del genere e su quali ne possano essere le implicazioni anche didattiche.

Le sezioni del Quaderno

In forma di parole: testimonianze al femminile sulla deportazione e la Shoah

L’intervista: ascoltando Lia Finzi e la sua storia

I materiali didattici: alcune proposte ed esperienze per il lavoro in classe

Post it: letture e recensioni di libri, siti, film.

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