PERCORSO DI OSSERVAZIONE DEGLI SPAZI URBANI 

Prof.ssa Paola Lotti, docente ricercatore di Clio ’92, docente dell’ITSCT EINAUDIGRAMSCI di Padova 

MOTIVAZIONE DIDATTICA DELLA SCELTA DEL TEMA E METODOLOGIA 

L’UDA è di storia locale e può essere svolta in qualsiasi luogo, paese e/o città, in cui vivono gli studenti, se conservano tracce significative del mondo antico; in assenza, l’attività può essere svolta almeno in un centro vicino di riferimento o significativo in ambito regionale. L’UDA, per come è costruita, corrisponde, infatti, a un modello esportabile ovunque, in qualsiasi condizione di risorse e opportunità e in una classe 1° o 2° dei tecnici e/o dei licei. 

Essa ha caratteristiche soprattutto descrittive della città contemporanea e di quella antica, individuando gli elementi di lunga durata e le trasformazioni più significative. Tuttavia, in questa UDA, proprio perché svolta nella classe prima, non è necessario che agli studenti si chieda di capire tutti gli elementi che sottendono alle trasformazione, piuttosto diventa importante costruire dei quadri descrittivi presente-passato per confrontarli e individuare alcuni importanti cambiamenti del luogo in cui si vive. 

Fatta questa premessa, la motivazione è collegata alla necessità di fornire agli studenti degli strumenti per “guardare “ la città come territorio e bene culturale, di osservare gli spazi che identificano la città, di percepire forme e dimensioni di ambienti, edifici, strutture nel presente e nel passato dal momento che l’ambiente costruito dall’uomo, anche in scala locale, è una stratificazione di testimonianze e fonti, di economia e cultura, a portata di mano degli allievi; una stratificazione che gli allievi, attraverso un “laboratorio urbano”, possono interpretare nel suo processo di trasformazione e nelle sue potenzialità culturali ed economiche oltre che artistiche. Inoltre, il lavoro sulla percezione delle forme e degli ambienti diventa un’attività collegata all’UDA principale perché spesso, nella quotidianità la velocità impedisce l’osservazione accurata e fa costruire, invece, stereotipi e/o conoscenze superficiali, spesso imprecise. 

L’UDA in questione sollecita la comprensione del presente in relazione al passato e propone anche un’azione responsabile rispetto all’ambiente in cui gli allievi vivono proprio attraverso l’utilizzo di fonti e materiali documentari. La scoperta o la riscoperta della città/paese (con uscite guidate ed esplorazione di documenti vari) mette in gioco la discussione, il confronto, l’osservazione e l’analisi e permette agli studenti di ricostruire un percorso, da loro vissuto in prima persona, con precise coordinate spazio temporali, con relazioni uomo-ambiente, mettendo in pratica gli strumenti e i metodi del geografo e dello storico insieme. 

L’UDA, inoltre, permette una forte interdisciplinarietà, oltre che geostoria anche fisica (percezione e illusioni), matematica (forme e dimensioni applicate alla realtà), arte, disegno, italiano (lessico, micro lingua); stimola anche affettivamente perché si lega alla diretta realtà degli allievi e dà all’insegnate oltre che agli studenti stessi molte possibilità di mobilitare conoscenze pregresse, esperienze e, perché no, qualche semplice capacità di tipo creativo e critico. Il lavoro che viene svolto motiva anche alla formazione della consapevolezza della fruibilità dei materiali e delle esperienze, permette la condivisione di esperienze e di realtà diverse (come suggerito anche dalla Reccomandation on History Teaching in XXI Century), mette in gioco l’utilizzo di strumenti multimediali quali foto, video, interviste. 

Il lavoro suggerito è molto pratico e concreto perché è finalizzato a far “vedere” la città/il paese agli allievi attraverso strumenti che permettono una vera e propria lettura dello spazio della città e del territorio come se fosse un testo che racconta molte storie, leggibili nell’insieme e nelle singole parti. Tutte le attività motivano gli allievi perché essi non assumono passivamente conoscenze ma le costruiscono sul campo, sfruttando anche capacità personali, quali la creatività e il senso critico, che non sempre emergono nell’attività scolastica tradizionale. 

La storia dell’Italia è per molti versi storia dei suoi centri urbani. Non che i contesti ambientali e i paesaggi agricoli siano meno importanti e significativi: entrambi contribuiscono a definire le caratteristiche specifiche del territorio 

UDA Occhio e visione…uno “sguardo” verso la mente (I parte – scienze, prof. I. Marini) DISCIPLINA COLLEGATA STORIA prof.ssa Paola Lotti, Clio ‘92 

nazionale con i suoi particolari assetti, conformazioni e tipologie. Ma la città, sin dalle epoche antiche, è stata ed è ancor oggi luogo elettivo per la comprensione della vicenda umana. 

Osserva il geografo Lucio Gambi: 

“L’organizzazione di uno spazio ad opera di una comunità umana inizia con il primo disegno di un campo, con la definizione della prima via, con la costruzione dei primi edifici stabili per abitazione, mercato, industria culto e salvaguardia, con l’istituzione delle prime regole relative alla fruizione delle energie e delle produzioni naturali. Naturalmente l’organizzazione che si lega ad una città è molto più complessa e si distingue, a seconda della portata della città, per una notevole varietà di scale dimensionali: cioè per una pluralità di dimensione degli spazi coinvolti e una diversità, da epoca a epoca e da regione a regione degli interventi che la presidiano”1

Per comprendere la città è necessario quindi da una parte analizzarne i diversi aspetti e scoprire attraverso una sorta di radiografia le strutture portanti e la trama di relazioni che la sorreggono, dall’altra connettere la città ai contesti e alle epoche nella quale essa si colloca. 

A partire da queste considerazioni l’UDA propone agli studenti di approfondire il tema della città e delle sue trasformazioni scegliendo la scala locale: ciò per portare l’attenzione su una dimensione di indagine geostorica assolutamente centrale, far scoprire che la geostoria riguarda anche il territorio in cui essi vivono, e che la comprensione del segmento locale è possibile se sappiamo individuare le relazioni tra l’oggetto della nostra analisi – la singola città – e lo scenario nel quale essa si viene a trovare. 

In questo quadro, l’UDA tematizza il periodo della città antica e il confronto con quella contemporanea, ed è strutturata in modo tale da far dialogare in ogni momento le varie discipline coivolte per sviluppare negli allievi sia la padronanza dei concetti e dei linguaggi propri sia l’abitudine alla indispensabile interdisciplinarietà. L’impostazione del lavoro didattico dà la possibilità sia di studiare e analizzare oggetti territoriali che comprendono molte informazioni nel tempo e nello spazio sia di soddisfare le indicazioni ministeriali relative al profilo in uscita liceale (fornire allo studente strumenti culturali e metodologici per una comprensione approfondita della realtà, affinchè egli si ponga con atteggiamento razionale, […] e acquisisca conoscenze, abilità e competenze adeguate […]2). 

E’ possibile infatti organizzare le attività in modo problematico con interrogativi e semplici indagini relative alla stratificazione geostorica del luogo, per coglierne la lettura denotativa e connotativa, per ricostruire dinamiche, individuare attori sociali, economici e storici. Il lavoro inoltre offre la possibilità di smontare e di ricostruire il luogo in cui si vive, città o paese che sia, per capire il suo presente ma anche l’origine. Le strade, le case, gli isolati, i monumenti, gli spazi aperti, le infrastrutture nelle loro relazioni con la storia, l’archeologia e la geografia del territorio diventano dunque gli elementi da prendere in considerazione oggi, nel presente, e confrontali col passato. Inoltre, capire la forma della città consente di individuarne la struttura ma di cogliere pure l’idea che l’ha originata e quelle che l’hanno modificata, nel corso dei secoli, determinando significative trasformazioni urbane. 

Infine, non è trascurabile anche l’arricchimento della dimensione linguistica della storia e della geografia con la costruzione di un glossario specifico. 

Partendo dalla premessa che la città è un grande manufatto, si vuole far capire agli allievi come è fatta la città: qual è la sua forma, le sue dimensioni, quali le sue parti e i suoi elementi (le strade, i monumenti, il sottosuolo, la costa, le infrastrutture), attraverso una descrizione che tenta di individuarne le principali caratteristiche. Nel corso delle attività dovrebbero emergere sia il concetto di continuità che vede nella città del passato il punto di partenza ineliminabile di qualsiasi trasformazione dello spazio urbano in senso moderno, sia anche alcune trasformazioni avvenute nel tempo in modo più o meno rapido e/o radicale e che hanno contribuito a cambiare i connotati urbani. 

Il percorso didattico, pertanto, si presta alla scansione presente-passato-ritorno al presente, organizzata in sei fasi. 

In questo senso allora la fase iniziale consiste nella “ri-scoperta” da parte degli allievi della forma fisica attuale della città in cui vivono e degli elementi che la caratterizzano (qual è la dimensione, quale il centro o i centri, le periferie, il verde, le vie di comunicazione, le direttrici, l’orientamento della città, il territorio circostante), utilizzando carte e 

1 L. Gambi, La città e l’organizzazione dello spazio in Italia, in Le città, Touring Club Italiano, Milano, 1978, p. 8. 2Regolamento 15 marzo 2011, art 2 comma 2, revisione dell’assetto ordina mentale, organizzativo e didattico dei licei. 

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mappe reperibili in rete o a disposizione anche negli uffici turistici. Nelle carte/mappe essi devono segnare ed evidenziare le parti della città, mettendole in relazione con il territorio. Ad esempio, ci sono strade e/o via di comunicazione orientate specificatamente verso direttrici strategiche dal punto di vista dei trasporti, o degli scambi? Ci sono relazioni tra l’attuale struttura urbanistica e il territorio (mare, fiume, porto, valle, passo)? Il lavoro di questa fase (preferibilmente svolto a gruppi) ha come esito una scheda riepilogativa dei punti analizzati sollecitati dalle domande iniziali e la costruzione di un quadro descrittivo del luogo in cui gli studenti vivono. Nel dettaglio dovrebbero emergere alcuni punti essenziali collegabili alla tematica portante dell’UDA e collegabili poi alla disciplina principale: 

– Forma percepita e forma effettiva della città nel presente e nel passato; – Funzioni della forma: è efficace, dipende dal territorio, è funzionale alla comunicazione? Alle risorse? Ecc. 

Camminando qual è la percezione che abbiamo della città? E dall’alto? – Dimensioni e mutevolezza delle dimensioni anche in rapporto alla densità degli abitanti; – Orientamento geografico delle principali vie di comunicazione, delle strade all’interno della città, percezione 

rilevata dell’orientamento 

La seconda fase, sempre relativa al presente, si svolge sul campo, con un’uscita volta a “vivere” i dati raccolti. Agli allievi viene proposto di costruire un semplice reportage fotografico e audio che accompagna e visualizza il lavoro precedente. Durante l’uscita, si sollecitano gli studenti a cogliere anche le trasformazioni attualmente in corso nella loro città e a capire i fattori che le promuovono e le relazioni con gli spazi geografici (ad esempio, ci sono quartieri meglio conservati, altri fatiscenti, altri in fase di rinnovamento e/o ricostruzione? Quali sono gli elementi sociali (legati ad esempio all’emigrazione) o morfologici o economici che contribuiscono agli attuali cambiamenti? Anche in questa fase, attraverso il lavoro attivo di ricerca-azione, gli studenti usano le fonti urbanistiche e osservano il territorio per arrivare a semplici ma significative conclusioni: la comprensione della struttura urbana in cui vivono, la costruzione di una prima concettualizzazione della città contemporanea e la generalizzazione delle informazioni per collocare la loro città all’interno dei contesti più ampi nella quale essa è situata (da quello regionale fino in taluni casi a quello mondiale). 

La terza fase riguarda il passato, con specifico riferimento all’antichità. Si tratta di fare un salto temporale di molti secoli e di condurre la classe alla scoperta delle tracce antiche presenti ancor oggi nel tessuto urbano contemporaneo,, spesso non osservate o non percepite, attraverso risorse diverse quali testi storiografici, fonti e documenti, ma anche attraverso una seconda indispensabile uscita, questa volta finalizzata all’osservazione archeologica della città, alla scoperta degli strati nascosti, di scavi o alla visita di un museo. Il risultato a cui devono giungere gli allievi è la costruzione di un testo descrittivo che sia in grado di dare conto dei diversi aspetti della città antica, delle sue caratteristiche, delle funzioni principali, con riferimento ovviamente anche agli elementi ambientali e geografici. Il testo risponde a domande di questo tipo: quali sono gli elementi urbani che costituiscono la città antica presente nel territorio dove si vive? Dove erano distribuite le aree del mercato, sacre, del potere? Come era strutturata la viabilità? Quali erano le forme e le dimensioni effettive degli spazi urbani? Quali le funzioni e le motivazioni delle scelte di forme e dimensioni (pensiamo, ad esempio, a piazze eccentriche, circolari, quadrangolari, ecc.); quali gli orientamenti spaziali di edifici importanti quali palazzi del tribunale, chiese, altro (a seconda degli elementi archeologici presenti)? 

Anche per la città antica è possibile un approfondimento del contesto generale (ambientale, geopolitico economico, sociale, culturale) in cui quella città antica si collocava (recuperando informazioni e concettualizzazioni introdotte anche in altre UDA), individuando, ad esempio, ruolo e funzione della città antica rispetto ad altre incontrate nel corso delle attività didattiche, alla scoperta degli elementi comuni e di quelli distintivi. 

In una quarta fase si può costruire una linea del tempo della città in esame: in essa saranno presenti le informazioni sul periodo antico esaminato e quelle sulla città di oggi. 

La quinta fase prevede il confronto tra la città di oggi e quella antica per rintracciare analogie, differenze ma anche alcune permanenze e lunghe durate. E’ possibile infatti confrontare la forma, la dimensione, le varie parti della città, che non sono sempre le stesse, anche se alcuni elementi hanno sempre avuto un ruolo strategico e importante (vie di comunicazione e direttrici, fiumi, porti). E’ possibile interrogarsi su quali siano le relazioni tra vie di comunicazione e morfologia del territorio. Tra tipologia e ubicazione dell’insediamento abitativo e territorio. Chiedersi dove fossero collocate nel passato le piazze, le strade, i quartieri e dove sono collocati oggi. O se anche la città del passato fosse caratterizzata da un centro e una periferia. Se le funzioni della città e il rapporto con la campagna sono rimasti invariati 

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o si sono modificati. E in che modo e per quali ragioni. Se ci sono delle continuità. Se possiamo vedere delle permanenze. Si tratta insomma di arrivare a capire cosa è cambiato, come e perché, cosa si è aggiunto nel tempo e quando, cosa rimane identificativo della città. Il risultato è la comprensione della stratificazione urbana, dei cambiamenti nel tempo, delle permanenze e delle durate di strutture, luoghi, funzioni. 

Il docente, in questa fase, sollecita gli studenti a individuare anche le relazioni con conoscenze e abilità di altre UDA. E’ possibile, ad esempio, fare riferimenti alle caratteristiche del popolamento della zona in cui si vive, ai primi fenomeni legati all’urbanizzazione, ai collegamenti con altri popoli e/o forme di urbanizzazione nel passato antico, all’individuazione di elementi comuni ad altri luoghi (importanza del territorio, vie di comunicazione, ecc.). 

L’ultima fase ritorna al presente. L’insegnante sollecita gli allievi a discutere sullo stato urbanistico e in generale sulla qualità della vita in città, con spirito critico e costruttivo: quali sono gli aspetti migliorabili? Quali sono le risorse culturali, economiche e artistiche che si possono potenziare? Quali sono invece i danni all’ambiente e al patrimonio visibili oggi’? Come valorizzare e rendere bene comune effettivo il patrimonio antico della città? Quali proposte concrete potrebbero avanzare alle autorità i cittadini del futuro? Ci sono iniziative interessanti che gli insegnanti potrebbero utilizzare relative a opportunità che i Comuni offrono agli studenti per suggerire cambiamenti a misura bambini-adolescenti-anziani in materia di verde, di utilizzo delle risorse artistiche e architettoniche (a titolo esemplificativo si veda www.comune.torino.it/urban2/; http://ec.europa.eu/; www.arterestauro.it). 

I materiali realizzati dagli studenti permettono agli insegnanti di valutare diverse abilità degli allievi. Ad esempio, la costruzione di tabelle e di schemi riepilogativi permette di valutare abilità di sintesi, di ricostruzione delle conoscenze, di utilizzo del linguaggio specifico della geostoria; cartelloni, linee del tempo e confronti tra carte favoriscono sia l’esposizione scritta sia quella orale; i lavori di gruppo permettono di considerare quanto e come gli allievi si responsabilizzino di fronte a precisi compiti e a scadenze. E infine i confronti tra presente e passato permettono di riprendere conoscenze di altre UDA ed eventualmente di attuare forme di recupero o consolidamento delle conoscenze. 

Per una valutazione complessiva si potrebbe dare agli allievi l’opportunità di presentare il lavoro svolto con un ppt o altri strumenti e valutare la presentazione considerando i contenuti (completezza e correttezza), le capacità espositive (chiarezza e utilizzo linguaggio specifico), la creatività nella presentazione (originalità e cura dei materiali), le capacità di problematizzare e di discutere sui problemi evidenziati. Inoltre, sarebbe interessante proporre una verifica interdisciplinare con le discipline coinvolte, presentata come studio di caso per valutare i livelli di competenze acquisiti dagli studenti in una situazione nuova o parzialmente nuova. 

TEMPI 

Previste 8 ore (presentazione del lavoro e analisi fonti, carte, mappe presente-passato )+ due uscite nel territorio (due mattine) + almeno 2 ore di attività di riepilogo e discussione. 

Nell’impossibilità di organizzare le uscite è possibile usufruire di siti per visite virtuali esemplificative. 

INDIVIDUAZIONE PRECONOSCENZE/REQUISITI 

  • Utilizzo, lettura e comprensione di carte tematiche 
  • Individuazione nelle carte di forme e dimensioni presenti e passate; rapportare le informazioni trasversalmente ad altre discipline; 
  • Costruzione di linee del tempo 
  • Conoscenze su popolamento della terra e urbanizzazione 
  • Conoscenze degli spazi geografici 
  • Costruzione di schede, tabelle, mappe concettuali 
  • Utilizzo di fotocamera digitale, conoscenza e utilizzo ppt 
  • Ricerca guidata nel web, individuazione di siti affidabili 

ABILITA’ DA RAGGIUNGERE E/O RAFFORZARE AL TERMINE DELL’UDA 

  • Lettura e comprensione di fonti archeologiche e di carte tematiche 
  • Utilizzo del lessico tecnico e disciplinare 
  • Attuazione di relazioni trasversali e interdisciplinari riguardo alla tematica principale 

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  • Comprensione degli aspetti storici e artistici del patrimonio e dell’ambiente contemporaneo e del passato 
  • Essere consapevoli del patrimonio artistico, architettonico, ambientale archeologico come risorsa economica e come bene da tutelare e conservare 
  • Conoscere nel tempo e nello spazio le trasformazioni urbanistiche della propria città/luogo in cui vive e saperle rappresentare su una linea del tempo 
  • Capire le relazioni tra ambiente e tessuto economico 
  • Riutilizzare conoscenze e abilità pregresse 
  • Utilizzare di linguaggi specifici e pertinenti per la costruzione di testi scritti e orali 
  • Confrontare mappe e dati per ricavarne informazioni 
  • Individuare permanenze e mutamenti 
  • Lavorare in gruppo e confrontare risultati di osservazioni, letture di fonti, dati e testi esperti 

CONOSCENZE DA RAGGIUNGERE AL TERMINE DELL’UDA 

STORICHE 

Il paesaggio locale antico 

o Le fonti storiche, artistiche, urbanistiche o Gli sviluppi urbanistici ed ambientali del luogo in cui si vive; spazi e dimensioni o Le trasformazioni ambientali, urbanistiche, architettoniche; percezione e osservazione o Relazioni tra sviluppo urbano, territorio e risorse o Soggetti e attori significativi o Lessico specifico settoriale 

GEOGRAFICHE 

Il paesaggio locale attuale 

o Concetti geografici quali territorio, regione, città, scala, diffusione spaziale, senso del luogo o Paesaggio urbano o Sostenibilità demografica e ambientale o Conoscenza termini e lessico specifici o Le relazioni urbanizzazioni –territorio e risorse 

RISORSE DELLA RETE 

PER APPROFONDIRE E CONSULTARE ESEMPI DI ATTIVITA’ DI GEOSTORIA LOCALE Esempi di attività di geostoria locale, con proposte e suggerimenti di attività per gli studenti in www.comune.torino.it/urban2/; http://ec.europa.eu/ per l’educazione al patrimonio artistico e culturale www.arterestauro.it www.clio92.it con esempi e materiali di didattica di storia locale e museale, di didattica del patrimonio www.italianostra.org per iniziative, percorsi di storia locale, del patrimonio e dell’ambiente anche nel senso sostenibile www.museicivicivicenza.it per proposte didattiche nei musei e nelle pinacoteche www.progettomuseo.com con un percorso di storia locale della città di Napoli 

BIBLIOGRAFIA A. BAKER, Geography and History. Bridging the Divide, Cambridge University Press, 2003 (Sul linguaggio e sul metodo geostorico

  1. BERTONCIN, Logiche di terre e di acque. Le geografie incerte del Delta del Po, Cierre, Sommacampagna , 2004 (Un esempio di storia e analisi locale) F. BUSSI, Far lezione con la carta e sulla carta: tecniche, strumenti e metodi, in F. BUSSI, Ritrovare i segni, rinnovare i significati, pp. 87-102, Quaderni del Dipartimento di Geografia n. 25, Università di Padova (sull’oggetto territoriale e le metodologie di analisi) Sulla storia locale come presa di coscienza e di responsabilità, sui metodi e su proposte didattiche si vedano: B. CASTIGLIONI, M. CELI, E. GAMBERONI, Il paesaggio vicino a noi. Educazione, consapevolezza, responsabilità, Atti del Convegno Padova 24 marzo 2006, Museo Civico di storia naturale e Archeologia Montebelluna (TV). 

UDA Occhio e visione…uno “sguardo” verso la mente (I parte – scienze, prof. I. Marini) DISCIPLINA COLLEGATA STORIA prof.ssa Paola Lotti, Clio ‘92 

LANDO FABIO VOLOTOLINA ALESSANDRO ( a cura di), Atlante dei luoghi. Ipotesi per una didattica della geografia, Venezia, Cafoscarina 2005 L. ROCCA, Geo-Scoprire il mondo, vol. 1, Pensa multimedia, Lecce, 2007, p. 1-332 

SEQUENZA FASI ATTIVITA’ DIDATTICA Il PRESENTE 

  1. Preparazione dei materiali, organizzazioni uscite e contatti eventuali con esperti e/o enti del territorio 2. Presentazione alla classe del lavoro, motivazioni, strumenti 3h
  2. Sviluppo del lavoro con divisione della classe in gruppi, analisi delle carte e delle mappe, attività in 

laboratorio per ricerca informazioni utili nei siti b. Uscita in città e attività relativa alla scoperta della struttura urbanistica, raccolta dati (una mattinata) c. Lavoro in classe di schematizzazione, mappatura informazioni, (il lavoro viene svolto nella stessa 

mattinata e in parte a casa) IL PASSATO 

  1. Uscita museale e/o archeologica, scavi o altro; osservazione, filmati, disegni, foto; (una mattinata) 2. In classe ricostruzione del passato e confronto con struttura urbana del presente 3h. 3. Lavoro di sintesi e riepilogo in classe con testi scritti, relazioni, schede 1h

RITORNOAL PRESENTE 

1. Discussione critica e proposte, sviluppo comparativo 1h.

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