“Sull’isola delle farfalle” di Paola Palmini 

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Esperienza didattica rivolta alla classe prima della scuola primaria

La narrazione consente di avvicinare i bambini a un tema, essa è un mezzo piacevole che coinvolge, trasmette emozioni, stimola l’empatia, la curiosità e l’interesse. Nella ricorrenza della Giornata della Memoria,  per far riflettere i bambini sul tema fondamentale della libertà e sul suo significato, ho scritto il racconto “Sull’isola delle farfalle”.

1. Il racconto: “Sull’isola delle farfalle”

Nel mezzo dell’oceano Pacifico, c’era un’isola chiamata l’Isola delle Farfalle. In quest’isola vivevano le farfalle più belle del mondo.

C’erano farfalle rosse, blu, verdi, arancioni, celesti, fucsia e gialle. I loro colori erano così vivi e scintillanti da far rimanere incantati. Le farfalle vivevano libere.

Potevano volare, librarsi in aria e poi ricadere sui soffici petali dei fiori. Si tuffavano, rimbalzavano, succhiavano il nettare e poi con le ali colme di polline ricominciavano a volare e a scegliere i fiori più belli su cui giocare, posarsi e rincorrersi.                    

Erano tutte amiche, giocavano sempre insieme!

Un giorno arrivò sull’isola una farfalla grande di colore nero. Era bella, ma le sue ali non brillavano sotto i raggi del sole come le ali delle altre farfalle, in special modo delle farfalle gialle.                                                   

Presa dalla rabbia, cominciò a dire che le farfalle gialle potevano volare solo in determinati orari: il mattino durante l’aurora e al tramonto. Il resto del giorno dovevano starsene rinchiuse nei fiori senza librarsi in aria. Le farfalle gialle provarono a protestare, ma altre farfalle nere le minacciarono, dicendo loro che se si fossero ribellate le avrebbero cacciate dall’isola.

Così le farfalle gialle volavano nell’aurora e al tramonto. Erano ugualmente belle e scintillanti. Le altre farfalle, impaurite, non mossero un’ala per difenderle: le farfalle nere erano forti e prepotenti.

Un giorno la farfalla grande e nera decise che le farfalle gialle potevano volare solo di notte.

Nessuno vide più una farfalla gialla di giorno. Volavano solo di notte e con la luce della luna le loro ali apparivano ancora più belle e lucenti.

Allora la farfalla nera decise di costruire delle grandi gabbie di filo spinato in cui rinchiudere tutte le farfalle gialle presenti sull’isola.

Le povere farfalle gialle furono rinchiuse, private della loro libertà, non potevano più volare, posarsi sui fiori, giocare felici sui calici tra i pollini. Soffrivano la fame, le loro ali si rattrappirono, si rannicchiarono.

Tutte le altre farfalle vedevano la loro sofferenza, ma non fecero niente per aiutarle perché avevano paura delle terribili farfalle nere. Videro le loro amiche morire, soffrire, ma non fecero niente. La paura rende vigliacchi.

Un giorno, una farfalla gialla decise di non arrendersi, provò a distendere le sue bellissime ali, sentì un gran dolore, ma non si arrese, provò e riprovò, finché riuscì ad aprire le ali e a muoverle. Improvvisamente, tra lo stupore delle sue amiche addolorate e sfinite dalla prigionia, prese il volo. Volò in alto, raggiunse il punto in cui i fili erano più radi e consentivano il passaggio e si librò verso la libertà.

Raggiunse le altre farfalle arancioni, verdi, fucsia, celesti, chiese loro di aiutare le sue amiche a fuggire e a liberarsi dalle gabbie.                                  

Tutte le farfalle divennero coraggiose, andarono alle gabbie e con le loro ali possenti cercarono di aprire dei varchi tra i tralicci spinati e chiamarono le farfalle gialle che, piano, piano, riuscirono a muoversi, a infilarsi nei piccoli pertugi e a uscire e così furono libere.

Tutte insieme andarono dalle farfalle nere e dissero loro che se volevano rimanere sull’isola dovevano accettare che tutte le farfalle, di ogni colore, potessero volare a qualsiasi ora del giorno e della notte.

Le farfalle nere accettarono e da quel momento sull’isola delle farfalle tornarono la libertà e la meraviglia dei colori.

 2. Verso la libertà: il brainstorming

I bambini hanno ascoltato e richiesto la lettura più volte, entusiasti per quello che ascoltavano. Successivamente sono stati guidati con domande opportune alla comprensione del testo. Ma quello che mi ha colpito e entusiasmato sono state le loro risposte al brainstorming.

 

(i post-it rosa contengono le sollecitazioni dell’insegnante).

 I disegni degli alunni raccontano la storia

Come conclusione del lavoro ho chiesto agli alunni di dare una definizione di Libertà. Nella narrazione collettiva si esprime la loro saggezza:

Paola Palmini

L’esperienza completa, il progetto “Amicizie spaziali” sul bollettino di Clio “Utilità e inutilità della storia”  ed. Mnamon, da pag 193

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