SIDIDAST: COME INSEGNARE LA DIDATTICA DELLA STORIA DOPO IL DPCM 04/08/2023

SIDIDAST: COME INSEGNARE LA DIDATTICA DELLA STORIA DOPO IL DPCM 4 AGOSTO 2023

La Società Italiana di Didattica della Storia (SiDidaSt) guarda con attenzione all’istituzione dei nuovi percorsi per la formazione iniziale degli insegnanti della scuola secondaria, concretamente awiati con il DPCM del 4 agosto scorso, pubblicato nella G.U. 224 del 25 settembre.

Il ritardo con il quale i ministeri competenti e l’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca (Anvur) sono arrivati a definire il nuovo assetto ha costretto le università ad agire in tempi assai ristretti. Per giunta, l’hanno fatto all’interno di dettagli normativi non del tutto chiari e definiti, in vista delle prime abilitazioni all’interno dell’anno accademico 2023/24 .

Finalmente, dopo anni di limbo (determinati dall’abolizione dei Tirocinio Formativo Attivo), viene ripreso un serio percorso di specializzazione e di formazione del corpo docente della scuola secondaria italiana.

Nel merito del provvedimento, il DPCM prevede 60 crediti formativi, di cui 20 di tirocinio e 24 nelle discipline pedagogiche e psico-socio-antropologiche; 76 sono specificamente riservati alle didattiche disciplinari, riferite alla specifica classe di insegnamento di cui alla tabella A del DPR 79/2076.

Questa è un’occasione importante per elevare le competenze professionali e umane di tutti gli insegnanti; si auspica possa essere affiancato presto un adeguato piano di aggiornamento e di formazione in servizio.

Quindi la SiDidaSt si mette volentieri a disposizione di tutti per ogni chiarimento e precisazione riguardante la didattica della storia.

Inoltre, in vista della definizione dei programmi per i corsi di Didattica della Storia (classi di concorso interessate: All, Al2, Al3, A19, A22), intende sottolineare alcuni punti essenziali:

• i crediti formativi universitari (CFU) da erogare dovranno riguardare gli aspetti epistemologici, metodologici e tecnologici dell’insegnamento della Storia e non la trasmissione di specifici contenuti;

• nella parte riguardante il tirocinio e all’interno dei corsi sarà importante stabilire un solido legame con gli istituti scolastici, soprattutto per mezzo degli ‘insegnanti esperti’, che spesso operano già all’interno delle singole scuole;

• sarà opportuno che i programmi dei corsi comprendano i seguenti aspetti generali: significato e finalità della disciplina storica; metodo della ricostruzione storica e gli intrecci interdisciplinari; assetto legislativo italiano ed europeo per l’insegnamento della Storia anche nella loro evoluzione storica; programmazione delle unità di apprendimento di Storia e gli strumenti operativi e valutativi; tecniche per la realizzazione di attività laboratoriali di Storia; potenzialità delle tecnologie informatiche e telematiche per l’insegnamento della Storia; confronto con gli usi extrascolastici della storia;

• è opportuno che nella titolazione degli insegnamenti si evitino espressioni del tipo ‘Didattica della Storia moderna’ o ‘Didattica della Storia romana’ eccetera. Una raccomandazione fatta nella consapevolezza che i metodi e le tecniche per l’insegnamento della Storia sono gli stessi per tutte le partizioni cronologiche e tematiche, così come la nostra disciplina è unica e fondamentale per la formazione del cittadino.

Per maggiori informazioni: segreteria@sididast.it – www.sididast