XXXII EDIZIONE DELLA SCUOLA ESTIVA DI ARCEVIA: DOCUMENTAZIONE DELLE ATTIVITA’ SVOLTE
XXXII EDIZIONE SCUOLA ESTIVA DI ARCEVIA
Storia interdisciplinare e cultura digitale per la cittadinanza
RELAZIONI
Pratiche digitali discrete nell’insegnamento e nell’apprendimento della storia. Prompting the past: verticalità o tecnofobia?
di Ciro Saltarelli (Università di Urbino – Clio’92)
ABSTRACT
L’ingresso dell’intelligenza artificiale generativa nei contesti educativi sta producendo reazioni oscillanti tra entusiasmo acritico e diffidenza preventiva (Gallese, Moriggi, Rivoltella 2025; Panciroli, Rivoltella 2023). Ma è davvero questo il dilemma? Dobbiamo scegliere tra innovazione tecnologica e rigore disciplinare? Oppure siamo chiamati a ripensare più radicalmente il modo in cui la conoscenza storica viene costruita, insegnata e appresa nell’era dell’Intelligenza Artificiale?
Il contributo intende mettere in evidenza come l’Intelligenza Artificiale non rappresenti una semplice innovazione strumentale, ma un ambiente cognitivo che ridefinisce le pratiche di accesso, elaborazione e produzione del sapere all’interno di nuovi paradigmi educativi, come quello dell’AI mentored (Sancassani, Casiraghi 2026). L’analisi prenderà in considerazione come la ricerca storica è stata arricchita in maniera significativa dall’integrazione delle nuove tecnologie attraverso pratiche digitali discrete, le quali hanno progressivamente imposto un ripensamento metodologico ed epistemologico della disciplina stessa (Muller, Clavert, 2025).
All’interno di questo quadro, in continua e rapidissima evoluzione, è possibile individuare coordinate pedagogiche e didattiche capaci di orientare l’uso consapevole e critico da parte tanto delle alunne e degli alunni, quanto dei docenti e dei player educativi. Saranno definiti i principali ambiti di utilizzo dell’Intelligenza Artificiale nella didattica della storia e le coordinate necessarie per realizzare un apprendimento della storia significativo. L’obiettivo è chiarire come un impiego intenzionale dell’AI nella didattica della storia possa contribuire non solo a un apprendimento significativo della disciplina, ma anche allo sviluppo di competenze interdisciplinari decisive per l’AI literacy. In tal senso, la proposta prompting the past non significa delegare alla macchina l’interpretazione del passato, bensì formare alunne e alunni a interrogare criticamente gli ambienti digitali in cui il passato viene oggi rappresentato, ricostruito e reso socialmente disponibile (Saltarelli, 2026). La posta in gioco riguarda la formazione di una cittadinanza democratica, digitalmente consapevole e civicamente attiva.
Bibliografia
Gallese, V., Moriggi, S., & Rivoltella, P. C. (2025). Oltre la tecnofobia: Il digitale dalle neuroscienze all’educazione. Raffaello Cortina Editore.
Muller, C., & Clavert, F. (2025). Écrire l’histoire: Gestes et expériences à l’ère numérique. Armand Colin.
Panciroli, C., & Rivoltella, P. C. (2023). Pedagogia algoritmica: Per una riflessione educativa sull’Intelligenza Artificiale. Scholé.
Saltarelli, C. (2026). Report didattica digitale della storia nell’era dell’intelligenza artificiale. Progetto Digital Education Hub: Advanced Learning Multimedia Alliance for Inclusive Academic Innovation – ALMA, Università degli Studi di Urbino Carlo Bo. https://project.uniurb.it/deh-alma/wp-content/uploads/2026/04/STORIA_WP4__REPORT_DEH_.pdf
Sancassani, S., & Casiraghi, D. (2026). Il potere di imparare: Perché l’apprendimento è il fattore strategico nell’era dell’intelligenza artificiale. Mondadori.
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Progettare un Al agent per l’insegnamento della storia:
prospettive didattiche, epistemologiche e operative
di Giuseppe Di Tonto (Associazione Clio ’92)
ABSTRACT
L’intelligenza artificiale sta introducendo una trasformazione profonda nell’insegnamento e nell’apprendimento della storia. La questione non riguarda soltanto l’adozione di nuovi strumenti digitali, ma la ridefinizione del rapporto tra docente, studente, fonti e conoscenza storica. Il contributo propone una riflessione sul passaggio dai chatbot agli AI agent, sistemi capaci di accompagnare processi di ricerca, progettazione didattica e apprendimento personalizzato. In questa prospettiva, l’AI non rappresenta un sostituto dell’insegnante, bensì un nuovo mediatore cognitivo che rende ancora più centrale il ruolo del docente nella selezione delle fonti, nella costruzione di problemi storici, nella guida al pensiero critico e nella valutazione delle interpretazioni.
L’intervento analizzerà le opportunità e i rischi derivanti dall’impiego dell’intelligenza artificiale nella didattica della storia, distinguendo tra uso strumentale e integrazione consapevole degli AI agent nei processi educativi. Saranno inoltre presentati esempi di utilizzo dell’AI a supporto delle principali attività professionali del docente: ricerca storiografica, progettazione di percorsi didattici, produzione di materiali, personalizzazione dell’apprendimento e valutazione formativa. L’obiettivo è delineare un modello di “docente aumentato”, capace di integrare competenze disciplinari, epistemologiche e digitali per trasformare l’intelligenza artificiale in un’opportunità di sviluppo del pensiero storico e della cittadinanza critica.
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Chi ha voce? Le fonti del mondo antico tra cultura digitale e interdisciplinarità come laboratorio di cittadinanza nella scuola primaria
di Marcello Bertoli (Università di Bergamo)
ABSTRACT
La relazione intende esplicitare i presupposti epistemologici e metodologici dell’insegnamento-apprendimento della storia nella scuola primaria fondato sull’uso delle fonti come dispositivo centrale di costruzione del sapere e orientato allo sviluppo di competenze di cittadinanza. In coerenza con l’impostazione di Clio ’92, la conoscenza storica è assunta come esito di operazioni cognitive – osservare, porre domande, formulare ipotesi, inferire, concettualizzare, narrare – attraverso cui gli alunni fanno esperienza di percorsi nei quali imparano a distinguere tra tracce, fonti, informazioni e interpretazioni.
In questo quadro, le fonti del mondo antico – testi, immagini, iscrizioni, monumenti – opportunamente selezionate e mediate, costituiscono un campo privilegiato per l’attivazione di pratiche di indagine storica. La cultura digitale, lungi dall’essere un semplice supporto, rende accessibili le fonti e consente di rendere visibili i processi di selezione, interrogazione e costruzione delle conoscenze, favorendo una consapevolezza critica del loro carattere costruito.
Il riferimento al rapporto presente-passato-presente e all’uso di dispositivi didattici quali copioni, quadri di civiltà e processi di trasformazione consente di evitare sia derive nozionistiche sia letture anacronistiche, orientando la selezione dei contenuti essenziali in funzione della costruzione di concetti storici rilevanti.
L’interdisciplinarità, intesa come integrazione tra storia, educazione linguistica, educazione all’immagine ed educazione civica, permette di configurare il mondo antico come laboratorio concettuale per interrogare temi di cittadinanza – appartenenza, esclusione, diritti, potere, memoria – e per sviluppare pratiche argomentative e interpretative.
La relazione si propone, infine, di fondare teoricamente il laboratorio collegato, mostrando come tali principi possano tradursi in percorsi didattici coerenti con i nuclei fondanti della disciplina e con una prospettiva di curricolo verticale orientata alla formazione di cittadini consapevoli e critici.
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Wikipedia a scuola: progettare pratiche collaborative di studio delle fonti e produzione di cultura digitale aperta
di Paolo Coppari (Cantieri Mobili di Storia), Pierluigi Feliciati (Università di Macerata)
ABSTRACT
I vantaggi nell’adozione dell’ecosistema Wikimedia con le comunità educanti può fondarsi oggi su un retroterra di esperienze più che decennale, anche in Italia. Usare una piattaforma libera e collaborativa basata sulla mediazione enciclopedica di fonti attendibili e sull’attivazione di laboratori di scrittura condivisa su wikipedia, permette di sviluppare competenze trasversali sui diritti, sugli ambienti digitali, di comprensione, restituzione e information literacy. Le riflessioni nascono da una diffusa e capillare rete di pratiche nelle scuole e nelle comunità locali, con un ampio e attivo coinvolgimento dei partecipanti per garantire la qualità informativa sui rispettivi territori.
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RELAZIONE DI CHIUSURA DELLA SEA 2026
Insegnare e fare apprendere la storia con le risorse digitali per formare un cittadino consapevole, critico e attivo
di Ivo Mattozzi (Presidente di Clio ’92)
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LABORATORI
Laboratorio Scuola dell’Infanzia e Scuola Primaria classi I e II
Racconti di vita: esplorare la biografia personale, familiare e le istituzioni del luogo di vita. Un viaggio tra le didattiche di Clio ‘92, inclusione e tecnologie didattiche
Coordinato da Paola Palmini (Associazione Clio’92), Mariarosa Ritonnale (Associazione Clio’92)
ABSTRACT
In linea con le Indicazioni 2025, questo laboratorio si propone di fornire ai docenti gli strumenti metodologici e digitali per guidare gli alunni a decodificare il proprio presente, passando dall’esperienza personale alla scoperta di un passato più ampio, collettivo e organizzato.
I pilastri metodologici saranno:
- La didattica di Clio ’92: applicazione pratica di appunti visivi, didattica dei copioni, analisi delle tracce e processi di trasformazione,
- Inclusione e Accessibilità: il percorso verrà integrato con le tecnologie digitali secondo i principi dell’UDL (Universal Design for Learning).
Il Percorso dell’alunno seguirà i seguenti sviluppi:
- Dalla biografia alla comunità: ricostruzione della storia personale e dei legami con il territorio e le istituzioni locali (scuola).
- Dal vissuto alla fonte: raccolta e interpretazione delle tracce quotidiane per trasformarle in fonti storiche.
- Cittadinanza attiva: il vissuto quotidiano del bambino diventa la base per la prima formazione storica e l’educazione alla cittadinanza.
Il laboratorio in fasi:
Fase 1 | Conoscenza delle relatrici e dei partecipanti: scambio di esperienze, motivazioni, interessi, bisogni |
Fase 2 Il presente e l’incipit – “Io a scuola” | Obiettivo per le insegnanti: progettare e proporre attività per far riflettere gli alunni sul loro stato presente di “alunni” nella nuova realtà della scuola primaria (brainstorming, preconoscenze e appunti visivi). Focus didattico (Clio ’92): rilevazione delle tracce del presente e costruzione dell’identità attuale (schede di analisi delle tracce del presente). Attività nel laboratorio: dal brainstorming agli appunti visivi, rilevazione, osservazione analisi delle tracce del presente (gli oggetti che fanno di me un alunno della scuola primaria) Inclusione: uso di comunicatori simbolici (CAA), narrazioni iconografiche (storytelling) |
Fase 3 Il viaggio a ritroso – “Chi ero prima di essere alunno della scuola primaria” | Obiettivo per le insegnanti: guidare i bambini nell’esplorazione della biografia personale e familiare recente (la scuola dell’infanzia, il nido, la vita a casa). Focus didattico (Clio ’92): avvio al concetto di mutamento e successione temporale (adesso/prima) Attività nel laboratorio: progettazione “archivio personale”, analisi degli oggetti – traccia. Inclusione: creazione linee del tempo digitali e interattive (semplificate e visive) in cui i bambini possono ordinare cronologicamente i passaggi della propria della crescita. |
Fase 4 L’allargamento alla comunità – “La mia scuola nel territorio” | Obiettivo per gli insegnanti: connettere la storia dell’alunno e della classe con le istituzioni locali Focus didattico (Clio ’92): Esplorazione dello spazio vissuto come portatore di memoria e tracce storiche; educazione alla cittadinanza. Attività nel laboratorio: pianificazione di un’intervista o di un’indagine coinvolgendo genitori, personale scolastico per raccogliere racconti di vita. Copione di iscrivere i bambini a scuola oggi. Inclusione: conoscenza e rappresentazione del territorio circostante (scuola) |
Fase 5 Sintesi e co-progettazione | Obiettivo per le insegnanti: cointestare e validare i percorsi didattici alla luce delle Nuove Indicazioni Focus Didattico (Clio ’92): trasformare l’aula in un mini-archivio in cui la storia personale si unisce a quella collettiva. Attività nel laboratorio: lavori di gruppo tra docenti della scuola dell’infanzia e primaria per creare un percorso curricolare verticale e inclusivo che parta da settembre 2026. Creazione “Museo di classe” accessibile a tutti. |

Laboratorio Scuola Primaria classi III, IV e V
Tra passato e presente: fonti, copioni, quadri di civiltà, processi di trasformazione e cultura digitale per la scuola primaria
Coordinato da Marcello Bertoli (Università di Bergamo), Luciana Coltri (Associazione Clio’92)
ABSTRACT
Il laboratorio guida i docenti della scuola primaria nella progettazione di percorsi di storia e di educazione alla cittadinanza a partire dall’uso delle fonti del mondo antico, in una prospettiva di curricolo verticale e con il supporto della cultura digitale.
Insegnare meno per insegnare meglio
L’attenzione è rivolta alle classi terza, quarta e quinta, con l’obiettivo di selezionare contenuti essenziali e trasformarli in occasioni di apprendimento significativo orientate allo sviluppo di abilità cognitive, costruzione dei concetti fondanti e competenze storiche, attraverso criteri mirati alla riduzione e alla focalizzazione delle conoscenze.
Rapporto presente passato presente
Il laboratorio mostra come collegare presente e passato con l’applicazione delle didattiche di Clio ’92 (copioni didattici, quadri di civiltà, processi di trasformazione). Le attività prendono avvio da tracce del presente che gli alunni possono osservare e interrogare per ricostruire il passato.
I partecipanti sperimentano le principali operazioni cognitive implicate nell’apprendimento storico: tematizzare, osservare, produrre informazioni, porre domande, formulare ipotesi, fare inferenze, costruire concetti e narrare, riflettendo sulle modalità di sviluppo progressivo di tali competenze nel percorso scolastico.
La cultura digitale
La cultura digitale è utilizzata per accedere alle fonti e per rendere visibili i processi di selezione e interpretazione, contribuendo a sviluppare una consapevolezza critica del carattere costruito della conoscenza storica.
L’approccio è interdisciplinare e integra storia, geografia, educazione civica, lingua e educazione all’immagine.
Scopo
Il laboratorio si conclude con la progettazione di un’unità didattica coerente con i nuclei fondanti della disciplina e con le Indicazioni Nazionali e, attraverso la valorizzazione del legame tra esperienza quotidiana e conoscenza del passato, orientata allo sviluppo delle competenze storiche e di cittadinanza.

Scuola Primaria e Secondaria di I e II grado, educazione degli adulti inclusa
Geostoria, musica, cultura digitale ed educazione alla cittadinanza: diritti umani, delle donne e dei minori
Coordinato da Anna Caporusso (ACPS Musicalía), Maurizio Gusso (Associazione Clio’92)
ABSTRACT
Il laboratorio, aperto pure a chi non insegna, ha 4 obiettivi principali:
a) confrontare pratiche didattiche e/o culturali personali, nell’ambito della interdisciplinarità fra educazione alla cittadinanza plurale, storia, geografia, musica e altre arti;
b) confrontare reinterpretazioni dal vivo di canzoni sui diritti umani, delle donne, dei minori e delle classi subalterne con le loro versioni originali, con approfondimenti musicologici, storiografici e didattici dialogici;
c) valorizzare le risorse digitali (Intelligenza Artificiale compresa), vagliandole alla luce della critica delle fonti e della polisemicità delle opere d’arte;
d) sperimentare mini-laboratori formativi adulti generativi di pratiche didattiche e/o culturali euristico-laboratoriali e interdisciplinari di educazione alla cittadinanza.
Tendenzialmente il laboratorio si articolerà in 3 fasi:
1. un giro di autopresentazioni professionali, incentrato sul confronto fra pratiche didattiche e/o culturali di educazione alla cittadinanza (anche digitale), all’incrocio fra geografia, storia, musica e/o altre arti (arti visive, cinema, letteratura, teatro ecc.);
2. mini-laboratori su una serie di canzoni popolari e d’autore, italiane e latinoamericane su diritti dei minori, delle donne e delle classi subalterne; per ogni canzone si partirà da una reinterpretazione canora e musicale di Anna Caporusso, confrontata con la sua versione originale e arricchita da approfondimenti musicologici, storiografici e didattici dialogici;
3. primo bilancio del laboratorio e prospettive di ulteriori sviluppi.
Riferimenti bibliografici
* Franco Castelli, Emilio Jona e Alberto Lovatto, Senti le rane che cantano. Canzoni e vissuti popolari della risaia, Donzelli, Roma, 2005 (con il CD-audio omonimo).
* Giuseppe Di Tonto, Cultura digitale. Intelligenza artificiale, ricerca e insegnamento della storia, in Ciro Saltarelli e Maria Catia Sampaolesi (a c. di), Quale e quanta storia? La didattica della storia per un curricolo verticale che forma cittadinanza e pensiero critico, Mnàmon, Milano, 2025, pp. 121-137.
* Alessandra Facchi e Orsetta Giolo, Una storia dei diritti delle donne, Il Mulino, Bologna, 2023.
* Marcello Flores (dir. sc.), Diritti Umani. Cultura dei diritti e dignità della persona nell’epoca della globalizzazione, UTET, Torino, 2007, 6 voll., 2 DVD e un CD-ROM.
* Id., Storia dei diritti umani, Il Mulino, Bologna, 2008.
* Meri Franco-Lao, Basta. Storia rivoluzionaria dell’America Latina attraverso la canzone, Jaca Book, Milano, 1976 (II ed.; I ed.: ivi, 1970; ed. or.: 1967).
* Maurizio Gusso, Il laboratorio con le canzoni, in Paolo Bernardi e Francesco Monducci (a c. di), Insegnare storia. Guida alla didattica del laboratorio storico. Seconda edizione, UTET Università, Torino, 2012, pp. 173-203.
* Id., Le opere d’arte come fonti. Alcuni esempi: testi letterari, film e canzoni, in Paola Lotti ed Elena Monari (a c. di), Incroci di linguaggi. Rappresentazioni artistiche del passato nella didattica della storia, Mnàmon, Milano, 2016, pp. 15-34.
* Id., Le canzoni, traccia della relazione al Seminario di formazione Usi didattici di film, opere letterarie e canzoni come fonti per la storia dell’emigrazione (Società Umanitaria, Milano, 19 ottobre 2016), https://www.storieinrete.org/storie_wp/?p=17549.
* Id., Il curricolo di storia e le educazioni. Il caso dell’educazione alla cittadinanza interculturale, in Vincenzo Guanci e Maria Teresa Rabitti (a c. di), Storia e competenze nel curricolo, Mnàmon, Milano, 2017, pp. 107-121.
* Id., Storia ed educazioni, in F. Monducci e Agnese Portincasa (a c. di), Insegnare storia nella scuola secondaria. Il laboratorio storico e altre pratiche attive, UTET Università, Milano, 2023, pp. 113-137.
* Id., Un’artista ‘totale’ cilena e cittadina del mondo: Violeta Parra, presentazione in PowerPoint per il laboratorio Arti, storia ed educazione alla cittadinanza (Arcevia/AN, 26-27 agosto 2025), https://www.storieinrete.org/storie_wp/?p=26795.
* Daniela Invernizzi, Cittadini under 18, EMI, Bologna, 2004.
* Joan Jara, Víctor Jara: una canzone infinita, Sperling & Kupfer, Milano, 1999 (1983).
* Roberto Leydi, I canti popolari italiani. 120 testi e musiche, con la collaborazione di Sandra Mantovani e Cristina Pederiva, Mondadori, Milano, 1973 ed ed. successive.
* Marco Peroni, Il nostro concerto. La storia contemporanea tra musica leggera e canzone popolare, Bruno Mondadori, Milano, 2005.
* Stefano Pivato, Bella ciao. Canto e politica nella storia d’Italia con una scelta di testi, in collaborazione con Amoreno Martellini, Laterza, Roma-Bari, 2005 e 2007.

Scuola Secondaria di I e II grado, anche scuola Primaria classi IV e V
Periodizzare i processi di trasformazione con rappresentazioni grafiche digitali
Coordinato da Cristina Cocilovo (ACPS Musicalía), Annalisa Sardelli (Associazione Clio’92)
ABSTRACT
Studiare la Storia non consiste nell’accumulare informazioni, ma nell’acquisire una visione della complessità dei fatti e periodi storici, per avviarsi a un’interpretazione storica.
Storia infatti, per statuto epistemologico, è una disciplina interpretativa. Come? A partire dall’analisi di tracce e di fonti deve fornire spiegazioni, che alla luce di nuove ricerche possono e debbono subire le necessarie modifiche.
Gli studenti e le studentesse, che affrontano gli studi storici, hanno bisogno di bussole per essere guidati nella marea dei fatti. Ecco che allora si rendono necessari modelli didattici interpretativi come i processi di trasformazione, che aiutano a cogliere i cambiamenti più e meno profondi avvenuti nel tempo, ma anche le permanenze se non le regressioni, che emergono nel confronto con la situazione attuale. Diventa utile porsi a una giusta distanza dai fatti da studiare, per poterli inquadrare in una visione complessiva, come se lo sguardo ricorresse a un obiettivo grand’angolare. Questo consente di contestualizzare i fatti in modo sintetico, prima di affrontare i necessari approfondimenti. Uno strumento adeguato, sia cronologico che tematico, consiste nella costruzione di strisce o linee del tempo, che permettono di concentrare l’attenzione sulle tappe fondamentali del processo.
Il laboratorio di Arcevia prevede questa scansione:
Si prevede una prima fase di conoscenza reciproca, con un giro di autopresentazioni. Lo scopo sarà confrontare pratiche didattiche di educazione alla cittadinanza, metodologie di contestualizzazione e strumenti cronologici, correlati alla loro funzione.
La seconda fase si apre con una introduzione teorica al concetto di periodizzazione, la sua funzione relativamente alla scansione di processi di trasformazione, con distinzione fra eventi e periodi (di lunga, media o breve durata). Si tratterà della rappresentazione grafica attraverso strisce del tempo singole e/o multiple dei periodi storici, per distinguere i filoni tematici e/o le diverse scale spaziali. Sarà possibile “dare voce” alle strisce, arricchendole di documentazione con link a siti storici ecc. e trasformandole in mappe di sintesi che contestualizzino il periodo storico esaminato. Si presenteranno degli esempi di sw digitali e on line.
Terza fase: Realizzazione laboratoriale di uno o più prodotti, a seconda delle esigenze dei corsisti, con la consulenza delle coordinatrici.

Scuola Secondaria di I e II grado
Wikipedia a scuola: progettare pratiche collaborative digitali
Coordinato da Paolo Coppari (Cantieri Mobili di Storia), Pierluigi Feliciati (Università di Macerata)
ABSTRACT
Il laboratorio si aprirà la mattina con una presentazione delle regole, degli strumenti dell’ecosistema libero e collaborativo Wikimedia (Wikipedia, Wikimedia Commons, Wikivoyage, Wikisource e Wikidata) in contesti scolastici, facendo riferimento a buone pratiche internazionali e condividendo anche alcune esperienze virtuose svolte nelle Marche. La mattinata si concluderà con una discussione tra i partecipanti sui vantaggi e le possibili criticità nell’adottare strumenti Wikimedia a scuola.
Nel pomeriggio si terrà il vero e proprio laboratorio collaborativo di progettazione di attività collaborative digitali nelle scuole finalizzate alla realizzazione condivisa di unità di conoscenza multimediali, in particolare con accento su temi storici o riguardanti il patrimonio culturale, materiale e immateriale.
Si lavorerà con i partecipanti, organizzati in gruppi, che metteranno a fuoco gli obiettivi, gli strumenti e i temi che vorrebbero affrontare a scuola, utilizzando una scheda di progettazione e discutendo insieme i passaggi progettuali e le possibili difficoltà, individuandone le soluzioni.

Scuola Secondaria di I e II grado
Argomentare il cambiamento.
Debate e Intelligenza artificiale per leggere i processi storici
Coordinato da Carnevale Rosa (Società Nazionale Debate Italia)
ABSTRACT
Fase I: Entrare nei processi storici attraverso il confronto
Questo laboratorio propone un modo diverso di avvicinarsi alla storia: non come semplice successione di eventi e date, ma come studio dei processi di trasformazione che hanno modificato le società nel tempo. Attraverso attività pratiche e collaborative, tutti saranno invitati a prendere posizione su alcune affermazioni riguardanti il cambiamento storico e il ruolo delle innovazioni nella società. Queste prime attività consentiranno di sperimentare immediatamente alcune dinamiche proprie del Debate e di riflettere su come nasce un’opinione argomentata.
Attività: Argomentare sui processi di trasformazione
Laboratorio di argomentazione
Restituzione e feedback
Fase II: Confutare e interpretare la complessità
Partendo da documenti, informazioni e materiali storici, i corsisti dovranno elaborare tesi e sostenerle attraverso ragionamenti coerenti ed evidenze pertinenti. Accanto alla costruzione degli argomenti, verrà sviluppata anche la capacità di analizzare criticamente le argomentazioni altrui. Attraverso esercitazioni specifiche, i partecipanti impareranno a individuare punti deboli, generalizzazioni, mancanza di prove o interpretazioni parziali. Saranno proposte attività di confutazione guidata che permetteranno di sperimentare come il confronto tra idee possa diventare uno strumento di approfondimento e non semplicemente di contrapposizione.
Attività: Caccia alla debolezza
Laboratorio di confutazione
Micro-debate
Fase III: Intelligenza artificiale come supporto al ragionamento
Nella fase successiva entrerà in gioco l’Intelligenza Artificiale. Utilizzando strumenti come Brisk, i partecipanti esploreranno alcune modalità di impiego dell’IA nella preparazione di un’attività argomentativa. L’obiettivo non sarà quello di delegare il lavoro alla tecnologia, ma di utilizzarla per generare piste di ricerca, organizzare idee, individuare possibili controargomentazioni e rendere più espliciti i passaggi del ragionamento. Una particolare attenzione sarà dedicata alla valutazione critica delle risposte prodotte dall’IA e ai limiti di questi strumenti.
Attività: Esplorazione guidata di Brisk o strumenti analoghi
Laboratorio assistito dell’IA
Discussione metacognitiva
Fase IV: Preparazione al Debate finale
L’ultima parte del percorso sarà dedicata alla preparazione di un vero e proprio Debate su un processo storico. I partecipanti saranno suddivisi in gruppi e lavoreranno alla costruzione dei casi a favore e contro una specifica interpretazione storica. Verranno selezionati gli argomenti più efficaci, organizzate le evidenze e preparate le possibili strategie di risposta alle obiezioni. Alcune brevi simulazioni consentiranno di mettere alla prova il lavoro svolto e di acquisire familiarità con le dinamiche del dibattito.
Attività: Costruzione dei casi
Simulazione guidata di alcune fasi del dibattito
Debriefing finale
Il laboratorio si chiuderà con un Debate conclusivo.
