XXXI EDIZIONE DELLA SCUOLA ESTIVA DI ARCEVIA: ABSTRACT DELLE RELAZIONE E DEI LABORATORI E LINK AI MATERIALI
XXXI EDIZIONE SCUOLA ESTIVA DI ARCEVIA
La storia interdisciplinare per l’educazione alla cittadinanza democratica.
“Diventare cittadini/e: percorsi interdisciplinari e storie plurali. I concetti fondanti della cittadinanza”
“Sudditi/e e cittadini/e nelle storie del presente e del passato”
RELAZIONI
La costruzione del pensiero storico-critico per formare cittadini/e consapevoli: la complicità interdisciplinare tra storia e geografia
di Ivo Mattozzi (Clio’92)
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ABSTRACT
Gli alunni possono essere educati alla cittadinanza a prescindere dalle discipline. Ma allora, in quale modo l’insegnamento e l’apprendimento della storia possono rendere più incisiva l’educazione alla cittadinanza consapevole e attiva? Credo che la risposta si possa basare su questo pensiero dello storico olandese Johan Huizinga: “Perché fra tutte le scienze la storia è la più vicina alla vita. Perché le domande a cui cerca di rispondere sono quelle stesse che la vita pone, al singolo e alla società. Perché la conoscenza che si ha della vita individuale o della vita sociale si converte inavvertitamente in storia. Se qualcuno mi racconta quali grandi cose sta vivendo o quali grandi personaggi ha conosciuto, costui dà già forma a una conoscenza storica. […] in La mia via alla storia e altri saggi, Laterza, 1967, p. 19. Le conoscenze storiche rilevanti e significative proposte alla riflessione e all’apprendimento degli alunni hanno il potere di promuovere un pensiero capace di pensare la vita sociale, economica, politica, tecnologica, culturale non fissata nel presente, ma in divenire. Inoltre le conoscenze prodotte dall’intreccio fra storia e geografia rendono consapevoli che ambienti, territori, paesaggi sono plasmati dalle attività umane e che la sostenibilità ambientale e territoriale dipende dalle storie che si svolgono in tutto il pianeta. Dunque, la relazione ragionerà su quali conoscenze sono più adatte a contribuire alla formazione di cittadini e su come devono essere insegnate per diventare più efficaci.
Cittadinanza nell’epoca del digitale: l’intreccio tra Storia, Matematica, Scienza e Tecnologia
di Tiziano Pera (Il Baobab)
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ABSTRACT
La scuola e i giovani non sono proprietà privata dello Stato e delle famiglie, ma soggettività vive e in evoluzione, che respirano le storie effettive dell’oggi e che, con queste, si devono misurare in modo critico e autocritico, libero e auto-liberante: cosa fa la nostra scuola perché gli studenti crescano e si emancipino nella piena consapevolezza della loro stessa cittadinanza nell’epoca del digitale? Cosa offre la scuola ai giovani affinché essi provino a capire la complessità del nostro presente per sentirsene protagonisti e non vittime passive?
I termini cittadinanza ed epoca del digitale andrebbero svelati attraverso le tracce dell’oggi in modo che, una volta trovate, esse possano essere interrogate dalla didattica tanto da trasformarsi in fonti che aprano alla narrazione partecipata: questo servirebbe alla scuola per generare una cultura in grado di interpretare il nostro tempo alimentando la competenza etica di una cittadinanza attiva. Ragionare di cittadinanza nell’epoca del digitale ha dunque lo scopo di generare connessioni profonde tra le nostre stesse esistenze e le curricolarità della scuola che, secondo il MIM, dovrebbe invece limitarsi a fornire molte nozioni-informazioni, senza dedicarsi a concettualizzazioni e senza minimamente curarsi della struttura cognitiva che potrebbe connetterle. Il mio contributo cercherà perciò di tracciare, in primis, il contesto della contemporaneità, immersa com’è nella rivoluzione industriale in atto e in equilibrio antropologico metastabile tra umanesimo e transumanesimo, emergenza climatica e neoliberismo, emancipazione alla vita e indottrinamento scolastico; successivamente cercherò di proporre un approccio didattico-metodologico che, sulla base di una cultura che ci affranchi dalle ideologie delle Indicazioni Nazionali 2025, possa mettere in piena luce gli spazi di una didattica che apra al futuro frequentando parole emergenti, concetti fondanti interdisciplinari ed esperienzialità laboratoriali applicabili a qualsiasi grado di istruzione.
Educazione alla legalità per formare cittadini/e consapevoli: il problema sociale delle mafie
di Claudia Gianolio (Clio’92)
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Abstract:
Trattare il problema delle mafie a scuola significa comprendere che esse sono molto meno lontane di ciò che comunemente si pensa e vanno ad insediarsi nel nostro quotidiano, purtroppo nella quasi totale inconsapevolezza dei cittadini, data la loro capillare diffusione sul territorio italiano.
Nell’intervento verrà tracciato un quadro generale del fenomeno mafioso, poiché èindispensabile capire in che cosa esso consista per poter predisporre adeguati percorsi didattici.
In particolare verranno trattati i seguenti argomenti: come sono nate le mafie, come sono organizzate e da che cosa si distinguono rispetto ad altre situazioni di criminalità, la loro diffusione territoriale, il ruolo delle donne, i rapporti con le forze esterne e la legislazione antimafia. Questi temi potranno divenire uno spunto per costruire un percorso curricolare verticale dalla scuola primaria alla scuola secondaria di secondo grado per affrontare il tema delle organizzazioni mafiose.
“Ha senso parlare di mafia ai bambini? Che cosa possono capire bambini anche piccoli di un argomento così complesso? Per chi non vive in luoghi come Palermo o Reggio Calabria o Napoli perché si deve conoscere che cos’è il fenomeno mafioso? In fin dei conti da noi la mafia non c’è. Che interesse può suscitare un simile argomento in classe?”
Queste e tante altre domande simili vengono poste dagli insegnanti nel momento in cui si propone di parlare di mafia fin dalla scuola primaria.
Ma parlare di questi temi, fin dalla più giovane età, significa formare cittadini consapevoli.
Il mio intervento nasce dalla convinzione che più gli insegnanti conoscono il fenomeno e maggiore sarà la consapevolezza di dover trasmettere ai ragazzi il desiderio di capire, di sapere e di non cadere in forme di disinteresse collettivo verso questo problema sociale. Questo è il nostro contributo che come educatori siamo chiamati ad offrire alle giovani generazioni.
I giochi investigativi digitali: un’opportunità interdisciplinare per sviluppare competenze e pensiero critico
di Elena Musci (UniBas – Didattica della Storia)
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ABSTRACT
I giochi investigativi sono quelle esperienze ludiche in cui il giocatore non è necessariamente compartecipe delle vicende narrate, ma assume uno sguardo “esterno”, di osservatore attivo che indaga a partire dalle tracce disseminate lungo il percorso ludico o, nella variante costituita dagli escape game, di un personaggio “rinchiuso” in un luogo misterioso e pericoloso da cui fuggire risolvendo prove ed enigmi.
Essi sviluppano per loro stessa definizione competenze di logica, di ricerca, di selezione delle informazioni rilevanti, della capacità di sviluppare ipotesi e di verificarle. La loro versione online, inoltre, sollecita naturalmente l’alfabetizzazione digitale.
La strategia pedagogica implementata è quella dell’apprendimento esperienziale basato sulla ricerca in cui teorie di stampo costruttivista si coniugano con gli orientamenti metodologici delle didattiche disciplinari. Il meccanismo ludico è quello della ricerca competitiva: il giocatore, in competizione con altri o con sé stesso, mette in campo le proprie abilità e competenze per cercare indizi e risolvere enigmi. Questi ultimi possono essere costruiti seguendo criteri delle didattiche disciplinari (di storia, di geografia, di storia dell’arte, di filosofia, oltre che di tecnologia e logico-matematiche) e pongono il giocatore nelle condizioni di apprendere un metodo di studio: di realizzare azioni acquisendo abilità e competenze.
In questo intervento vengono esaminati i meccanismi che, in tali modelli ludici, portano il giocatore a raccogliere indizi attraverso operazioni cognitive significative per l’apprendimento e l’alfabetizzazione in chiave storica e interdisciplinare e, a supporto di questo ragionamento teorico, vengono analizzati alcuni esempi.
Sudditi/e e cittadini/e: nelle poleis greche
di Marcello Bertoli (Università di Bergamo)
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ABSTRACT
Riflettere sul significato della cittadinanza nelle poleis greche offre l’opportunità di esplorare le radici antiche di concetti ancora oggi centrali come l’appartenenza a una comunità, la partecipazione e la possibilità di esercitare particolari diritti. La polis, lungi dall’essere solo uno spazio urbano, era prima di tutto una comunità politica in cui l’identità del cittadino si costruiva attraverso la partecipazione attiva alla vita collettiva. Tuttavia, questo modello di cittadinanza era fortemente esclusivo: solo gli uomini adulti, nati da genitori cittadini, potevano accedere ai pieni diritti politici. Essi esercitavano il potere nelle assemblee, ricoprivano cariche pubbliche, giudicavano nei tribunali e combattevano in difesa della comunità.
Intorno a questa ristretta cerchia, peraltro variabile in termini quantitativi anche in relazione al tipo di governo in carica, si muoveva il resto della popolazione, costituita da donne, bambini, meteci e schiavi, privi di diritti politici e spesso relegati a ruoli marginali o subordinati. Le donne, pur essendo parte fondamentale della vita economica e religiosa, erano escluse da ogni forma di decisione pubblica. I meteci, stranieri residenti, contribuivano in modo significativo all’economia cittadina, ma restavano formalmente “ospiti”, obbligati a pagare tasse specifiche e privi di accesso alla cittadinanza. Gli schiavi, infine, erano considerati proprietà e non persone giuridiche, sebbene alcuni potessero guadagnare la libertà in casi eccezionali. Tutte queste figure, pur essendo fondamentali per il funzionamento economico e sociale della polis, erano private dei diritti civili e politici e si configuravano di fatto come “sudditi”, sottoposti all’autorità dei cittadini senza possibilità di partecipazione diretta alla vita politica.
Il confronto tra Atene e Sparta aiuta a comprendere quanto la nozione di cittadinanza potesse variare da una polis all’altra: nella prima, essa era legata alla partecipazione diretta e alla deliberazione democratica; nella seconda, assumeva una connotazione più militaresca e comunitaria, ma restava comunque prerogativa di pochi.
La discussione su questi temi in classe può stimolare negli studenti una riflessione critica sulle forme di inclusione ed esclusione, sulle gerarchie sociali e sull’idea stessa di cittadinanza. Il mondo antico, pur con le sue profonde differenze rispetto al presente, rappresenta uno specchio utile per interrogarsi sul significato della partecipazione civica, sulla costruzione dell’identità collettiva e sul valore del riconoscimento dei diritti. Attraverso l’analisi di fonti antiche, confronti tra modelli politici, attività laboratoriali e giochi di ruolo, è possibile rendere viva e attuale questa riflessione, aiutando ragazze e ragazzi a percepire la storia non come un sapere distante, ma come uno strumento per leggere criticamente il mondo in cui vivono.
Sudditi/e e cittadini/e: dalla polis all’Europa. Diritti doveri, inclusione esclusione
di Maria Laura Cornelli (Proteo Fare Sapere) e Annalisa Zaccarelli (Clio’92, Proteo Fare Sapere)
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ABSTRACT
L’intervento ripercorrerà una proposta di Proteo Fare Sapere di Bergamo – costruita in collaborazione con due realtà della città: la biblioteca “Di Vittorio” della CGIL e il Comitato bergamasco per la difesa della Costituzione – rivolta nel 2022-23 e 2023-24 ai docenti della secondaria di primo e di secondo grado: un percorso sulla cittadinanza nella storia, un argomento storico quindi, ma con forti legami con l’educazione civica.
La proposta è costituita da un Dossier, una raccolta di materiali – testi storiografici, documenti, testimonianze, brani narrativi – che, a partire da alcune definizioni di “cittadinanza”, toccano poi una serie di nodi teorici e di momenti storici: il lungo percorso dalla sudditanza alla cittadinanza; lo stato-nazione e il nazionalismo; il passaggio dal Regno d’Italia alla Repubblica; il diritto al voto alle donne come origine storica, materiale da cui discende il principio costituzionale dell’uguaglianza dei sessi; la presenza degli stranieri in Italia e la questione legata all’acquisizione della cittadinanza (dibattito su jus soli-jus scholae-jus sanguinis); la cittadinanza europea; le insidie e i problemi attuali. È prevista anche una versione più adatta alla secondaria di primo grado, che include una sezione sui diritti dei bambini.
Dopo un esame dei diversi materiali (disponibili sul sito di Proteo), proporremo alcuni percorsi interni per facilitarne la gestione in classe; infine presenteremo alcuni lavori realizzati dalle classi che negli anni scolastici 2022-23 e 2023-24 avevano aderito alla proposta.
L’obiettivo di questo lavoro è quello di dare strumenti per comprendere, attraverso la complessità e la fecondità della storia, le dinamiche contemporanee. Attraverso una storia della cittadinanza – come realizzazione pratica e come “discorso pubblico” – è possibile, infatti, analizzare le diverse dinamiche della conquista dei diritti (e dei corrispettivi doveri) e proporne specifiche periodizzazioni (per esempio per quanto riguarda i diritti delle donne), le strategie di inclusione e di esclusione, i criteri di appartenenza e di differenziazione, che si sono succeduti nel corso dei secoli e che costituiscono anche oggi materia di rivendicazioni, di dibattiti e di proposte di legge.
Processi di democratizzazione nell’Europa occidentale e orientale dopo il 1945: i casi italiano e polacco
di Cristina Cocilovo (Clio’92), Stefania Gargioni (Clio’92) e Maurizio Gusso (Clio’92)
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N.B.: STEFANIA GARGIONI non ha potuto essere presente, pertanto non ci sono le slide della relazione.

ABSTRACT
La relazione si articola in tre comunicazioni.
Nella prima (Processi di democratizzazione in Europa dopo il 1945) M. Gusso espliciterà il concetto di “processi di democratizzazione” e l’utilità di un approccio comparato a tali processi in Europa dopo la seconda guerra mondiale.
Nella seconda (La lunga ricostruzione italiana post WW2) C. Cocilovo esaminerà la ricostruzione italiana del secondo dopoguerra vedendone la conclusione nel miracolo economico e negli anni del primo governo a partecipazione socialista. Ne considererà gli aspetti economici, sociali e culturali, dalla crescita vertiginosa del PIL alle migrazioni e al Neorealismo, le difficoltà a individuare percorsi per soddisfare i bisogni primari di una popolazione esausta e condizionata dalle scelte internazionali della guerra fredda, le scelte originali e coraggiose che hanno consentito una vera rinascita del paese, l’eredità del fascismo, non dimenticato da una quota non marginale degli italiani. Il quadro che ne esce, con le luci e le ombre che lo contraddistinguono, illumina sulle modalità di sviluppo degli anni passati e sull’eredità che oggi raccogliamo.
Nella terza (Il caso polacco: dalla ricostruzione postbellica alla transizione del 1989) S. Gargioni tratterà un processo di democratizzazione lungo e non lineare, segnato da momenti di repressione e resistenza. Dopo il 1945, la Polonia fu integrata nella sfera sovietica, sotto un regime comunista autoritario guidato dal PZPR (Partito Operaio Unificato Polacco) e consolidato con elezioni truccate e controllo sull’economia, ma già i moti di Poznań del 1956 rivelarono tensioni interne. Dal 1956 al 1976, crisi economiche e proteste operaie alimentarono il dissenso, portando alla nascita del KOR (Comitato di difesa degli operai). Il vero punto di svolta nella transizione democratica arrivò nel 1980 con la nascita di Solidarność, sindacato indipendente guidato da Lech Wałęsa, che divenne una forza sociale e politica determinante. La legge marziale del 13 dicembre 1981 rallentò ma non fermò il cambiamento. Nel 1989, i negoziati della Tavola rotonda portarono a riforme elettorali e a elezioni semi-libere. La transizione pacifica segnò l’inizio della democratizzazione polacca e influenzò l’intero blocco orientale.
Riferimenti bibliografici
* Timothy Garton Ash, The Polish Revolution: Solidarity. Third Edition, Yale University Press, New Haven-Londra, 2002.
* Antoni Dudek, The Consequence of the System Transformation of 1989 in Poland, “European Network Remembrance and Solidarity”, 20 agosto 2014, https://enrs.eu/article/the-consequence-of-the-system-transformation-of-1989-in-poland.
* Paul Ginsborg, Storia d’Italia dal dopoguerra a oggi. Società e politica 1943-1988, Einaudi, Torino, 1989 (ed. più recente: ivi, 2010).
* Andrew A. Michta, Democratic consolidation in Poland after 1989, in Karen Dawisha e Bruce Parrott (a c. di), The consolidation of democracy in East-Central Europe, Cambridge University Press, Cambridge, 1997, pp. 65-108.
* Leonardo Morlino, Democrazie e democratizzazioni, Il Mulino, Bologna, 2003.
* Luigi Zoja, Narrare l’Italia. Dal vertice del mondo al Novecento, Bollati Boringhieri, Torino, 2024.
1945-2025. Resistenza, Liberazione e Costituzione: Cittadini/e a scuola
di Giulio Ghidotti (Clio’92)
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ABSTRACT
Gli ottant’anni dalla Primavera del 1945 a questo Autunno degli anni post Covid visti con uno sguardo autobiografico mediante gli strumenti culturali che si sono formati e sviluppati non solo a scuola e per la scuola, ma anche intorno alla scuola e nonostante la scuola, lungo una traiettoria temporale dove il vissuto individuale coincide quasi del tutto con quello dell’Italia repubblicana.
In un ambito come quello scolastico investito e percorso direttamente o indirettamente dalle tensioni e dalle contraddizioni, dagli entusiasmi, gli spaesamenti e le delusioni di un Paese in un rapido e tumultuoso processo storico di trasformazione economica, sociale e culturale, fermenti di casa nella scuola con le presenze delle diverse soggettività che la abitano ogni giorno.
Un intreccio di otto decenni ripreso, interrogato e ri-significato riarticolandolo in periodi mediante l’impiego di strumenti concettuali quali Resistenza, Liberazione, Costituzione, Cittadini/e, Scuola che hanno consentito il recupero di alcuni oggetti scolastici (un’immagine, un libro, un pannello, un ricordo…) come rimandi di alcune fasi socioculturali e politiche della scuola e del Paese.
Strumenti cognitivi, i termini appena richiamati, che sono funzionali a declinare anni e stagioni in periodi, ma che, a loro volta, si declinano, come si vedrà, in tratti peculiari, sulla base delle sensibilità e delle culture politiche del momento storico, ma che, in ogni caso, investono direttamente chi li usa con l’attribuzione della responsabilità di una scelta, di un posizionamento, di una valutazione, di un giudizio, di una attribuzione di senso.
Da qui la loro intrinseca funzione di fattori costitutivi di soggettività libere e resistenti, di cittadinanza.
Si tratta infatti di concetti storiografici e/o etichette concettuali di tipo interpretativo, ad alto gradiente di proattività e di mobilitazione per la loro carica di potenzialità critica e di conflittualità verso qualsiasi ordine/sistema di potere/dominio esistenti.
Quindi come controprova proviamo a comprendere con i medesimi strumenti interpretativi cosa significhi affrontare le tematiche che SEA mette in gioco quest’anno, nell’ottantesimo anniversario della Liberazione, in un contesto globale caratterizzato dalla ripresa di politiche di potenza in risposta alle crisi ecologiche, geopolitiche e umanitarie del nostro tempo.
Qual è il senso e il valore da assegnare all’ essere qui a trattare di Educazione alla cittadinanza democratica, se non quello di un atto di resistenza civile e costituzionale, una scelta di cittadinanza attiva da parte di coloro che hanno voluto essere presenti a questo corso in un passaggio storico per molti versi drammatico, mentre, al governo del Paese, formazioni politiche nazionaliste, populiste e sovraniste, in gran parte estranee al processo storico resistenziale per non dire apertamente ostili a tale processo in alcune loro componenti di matrice fascista, stanno assestando programmaticamente colpi mortali allo smantellamento definitivo della Costituzione?
LABORATORI
Laboratorio N. 1A (Scuola dell’Infanzia e Scuola Primaria)
Essere cittadini/e nel quotidiano
Coordinato da Luciana Coltri (Clio’92), Mariarosa Ritonnale (Clio’92)
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ABSTRACT
Perché è importante partire dal quotidiano per sviluppare nei bambini e nelle bambine la consapevolezza di essere cittadini? Perché il quotidiano è il loro microcosmo, un mosaico di esperienze che vivono e li aiuta a crescere, imparare e diventare persone sicure e autonome. Ed è proprio lo sviluppo dell’autonomia e della responsabilità che rende i bambini consapevoli di essere cittadini, di far parte di una comunità dotata di regole condivise. Il campo tematico scelto sarà costituito dai vissuti di tutti i giorni valorizzando soprattutto le abilità sociali spontanee che bambini e bambine si formano vivendo le proprie esperienze in famiglia, con gli amici, nella scuola e con le comunità attive nel luogo in cui vivono. Lo scopo è costruire la base della formazione di una cultura del cittadino consapevole che contribuisce alle tante storie in corso per preparare esiti desiderabili in futuro.
In laboratorio svilupperemo la fase di avvio interdisciplinare di storia, geografia e lingua e con la didattica dei copioni il vissuto diventa conoscenza del presente come base per conoscere l’essere cittadini nel quotidiano del passato.
Partiremo quindi dai concetti di identità, l’importanza del nome, dal punto di vista affettivo e dell’identità riconosciuta a livello anagrafico, e di gruppo, il mio quotidiano messo in relazione con quello dell’altro genera condivisione, appartenenza, cooperazione e responsabilità. Le attività laboratoriali saranno di tipo manipolatorio, con visione di filmati e utilizzo di testi per far ripensare le esperienze legate all’identità ma soprattutto al gruppo sociale: l’essere cittadini non viene considerato un traguardo ma un processo di crescita a spirale che accompagna i bambini sin dalla nascita fino a diventare cittadini del mondo.
POST SEA: i docenti che hanno seguito il laboratorio possono accedere, nel corso dell’anno, al tutoraggio a distanza per le azioni di progettualità da avviare nelle proprie classi.
Laboratorio N. 2A (Scuola Primaria – terza, quarta e quinta classe)
Essere cittadini/e nella storia
Coordinato da Graziella Checconi (Clio’92) e Daniela Dalola (Clio’92)

ABSTRACT
La proposta laboratoriale si fonda sulla convinzione che il cardine dell’educazione alla cittadinanza debba essere il vissuto. Infatti, come viene ribadito nel testo delle Indicazioni Nazionali del 2012, la costruzione della cittadinanza “viene promossa attraverso esperienze significative che consentano di apprendere il concreto prendersi cura di sé stessi, degli altri e dell’ambiente”. Per formare cittadini attivi, che conoscono i loro diritti e le loro responsabilità, mostrano solidarietà verso gli altri e sono pronti a contribuire al miglioramento del proprio contesto di vita, l’oggetto dell’educazione non può essere la sola conoscenza, ma l’imparare a vivere, l’apprendere per essere e per divenire.
Da questa cornice di senso, dunque, muove la sfida lanciata ai partecipanti al laboratorio: ideare piste di lavoro, percorsi didattici che possano contribuire alla formazione negli alunni delle competenze per sapersi orientare nel mondo, per saperlo leggere, interpretare, quindi per saperci vivere.
Facciamolo a partire dalla riflessione sulla quotidianità dei bambini delle nostri classi, per selezionare i copioni funzionali all’avvio degli alunni alla consapevolezza del sistema sociale in cui vivono e dell’insieme di diritti e doveri di cui sono portatori, quale potrebbe essere ‘fare la raccolta differenziata dei rifiuti’, che frequentemente, nei vari momenti della vita scolastica, viene chiesto ai bambini di compiere.
Progetteremo poi l’iter per portarli a considerare questi vissuti, queste scene sociali, come parte integrante di un quadro di vita e per condurli gradualmente alla costruzione del quadro della civiltà occidentale oggi, quale modello di base della conoscenza, termine di comparazione costante da cui avviare lo studio delle civiltà del passato.
Andremo così a contestualizzare in diverse realtà sociali e politiche il tema della cittadinanza conferendogli spessore temporale e spaziale; attraverso il confronto delle civiltà del passato prese in esame si potrà entrare in profondità nel concetto di cittadinanza e coglierne il divenire.
POST SEA: i docenti che hanno seguito il laboratorio possono accedere, nel corso dell’anno, al tutoraggio a distanza per le azioni di progettualità da avviare nelle proprie classi.
Laboratorio N. 3A (Scuola Primaria e Scuola Secondaria)
Essere cittadini/e nell’Epoca del Digitale tra Storia e STEM
Coordinato da Sara Galetta (Il Baobab) e Paola Palmini (Clio’92)
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ABSTRACT
Il laboratorio “Essere Cittadini nell’Epoca del Digitale: Tra Storia e STEM” esplorerà le profonde trasformazioni che la rivoluzione digitale ha generato nella società contemporanea. Attraverso un approccio interdisciplinare, il percorso si propone di analizzare come l’avvento delle nuove tecnologie abbia modificato non solo le nostre modalità di interazione e accesso all’informazione, ma anche il nostro rapporto con l’ambiente circostante. Il laboratorio inviterà gli insegnanti a riflettere sulle tappe fondamentali di questa rivoluzione, comprendendo le sue radici e le sue implicazioni attuali. Attraverso attività pratiche e interattive legate alla sperimentazione di metodologie STEM (Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica) e proposte di Public History, si vuole sostenere alunni e alunne nello sviluppo di competenze critiche, pensiero creativo e la capacità di agire come cittadini attivi e responsabili in un mondo sempre più interconnesso. Verrà posta particolare attenzione verso la creazione di una cittadinanza digitale consapevole, capace di navigare criticamente nel vasto panorama multimediale e di riconoscere l’importanza di un uso etico e responsabile delle tecnologie. In parallelo, alla luce dei principi dell’ecologia integrale, il percorso promuoverà una riflessione sul rapporto tra l’uomo, la tecnologia e l’ambiente. Si cercherà di comprendere come le scelte digitali possano influenzare l’ecosistema, stimolando la ricerca di soluzioni sostenibili e la promozione di comportamenti virtuosi.
POST SEA: i docenti che hanno seguito il laboratorio possono accedere, nel corso dell’anno, al tutoraggio a distanza per le azioni di progettualità da avviare nelle proprie classi.
Laboratorio N. 4A (Scuola Primaria e Scuola Secondaria)
Arti, storia ed educazione alla cittadinanza
Coordinato da Maurizio Gusso (Clio’92) e Ciro Indellicati (Il Baobab)
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ABSTRACT
Il laboratorio ha due obiettivi principali:
- a) confrontare pratiche didattiche personali, nell’ambito della interdisciplinarità fra educazione alla cittadinanza, storia e ‘arti’ (arti visive, musica, letteratura, cinema ecc.);
- b) sperimentare laboratori su artist* democratic*, generativi di pratiche didattiche euristico-laboratoriali e sperimentazioni interdisciplinari di educazione alla cittadinanza.
Tendenzialmente il laboratorio si articolerà in quatto fasi:
- un giro di autopresentazioni professionali, incentrato sul confronto fra pratiche didattiche di educazione alla cittadinanza all’incrocio fra storia e ‘arti’;
- un ‘minilaboratorio formativo adulto’ su Keith Haring, per analizzare l’opera dell’artista statunitense, particolarmente impegnato su temi sociali e nella democratizzazione dell’arte, attraverso i concetti fondanti;
- un ‘minilaboratorio’ su alcune canzoni e tele (in particolare dedicate alle popolazioni native cilene) di Violeta Parra, un’artista ‘totale’, ‘meticcia’, radicata nella ‘cultura popolare’ e sensibile ai temi sociali;
- primo bilancio del laboratorio e prospettive di sviluppo.
POST SEA: i docenti che hanno seguito il laboratorio possono accedere, nel corso dell’anno, al tutoraggio a distanza per le azioni di progettualità da avviare nelle proprie classi.
Riferimenti bibliografici
* Lorna Dillon, Introduction to Violeta Parra’s Visual Art: Painted Songs, in Ead., Violeta Parra’s Visual Art: Painted Songs, Palgrave Macmillan, Londra, 2020, pp. 1-45, https://www.academia.edu/45127955/Violeta_Parras_Visual_Art_Painted_Songs.
* M. Gusso, Le opere d’arte come fonti. Alcuni esempi: testi letterari, film e canzoni, in Paola Lotti ed Elena Monari (a c. di), Incroci di linguaggi. Rappresentazioni artistiche del passato nella didattica della storia, Mnàmon, Milano, 2016, pp. 15-34.
* M. Gusso, Il curricolo di storia e le educazioni. Il caso dell’educazione alla cittadinanza interculturale, in Vincenzo Guanci e Maria Teresa Rabitti (a c. di), Storia e competenze nel curricolo, ivi, 2017, pp. 107-121.
* M. Gusso, Storia ed educazioni, in Francesco Monducci e Agnese Portincasa (a c. di), Insegnare storia nella scuola secondaria. Il laboratorio storico e altre pratiche attive, UTET Università, Milano, 2023, pp. 113-137.
* M. Gusso e C. Indellicati (con la collaborazione di Giuseppina Cerrato), I colori fra scienze, tecnologia, arte e storia, in Maria Catia Sampaolesi (a c. di), Trame interdisciplinari. Tra storia, scienze e tecnologia, Mnàmon, Milano, 2023, pp. 203-230.
* M. Gusso e C. Indellicati, Storia, arte, letteratura, musica e cinema, in Ciro Saltarelli e M.C. Sampaolesi (a c. di), Quale e quanta storia? La didattica della storia per un curricolo verticale che forma cittadinanza e pensiero critico. Atti XXX Scuola Estiva di Arcevia, Mnàmon, Milano, 2025, pp. 175-202.
* Viviana Hormazábal González, La obra visual de Violeta Parra. Un acercamiento a sus innovaciones conceptuales y visuales a través del análisis iconográfico de arpilleras y óleos. Tesis para optar al grado de Licenciada en Artes, Universidad de Chile / Facultad de Artes / Departamento de Teoría e Historia del Arte, Santiago del Cile, 2013, https://repositorio.uchile.cl/handle/2250/113847.
* C. Indellicati, I CCFF di Arte e Immagine in dettaglio e Gli esempi per la didattica di Arte e Immagine, in Tiziano Pera (a c. di), La “Scuola-orchestra”: un modello tra presenza e distanza. La didattica dei concetti fondanti per la competenza, Mondadori Università, Firenze, 2020, pp. 157-184 e 427-443.
* Alessandra Mattanza, Street art. I protagonisti si raccontano, White Star, Milano, 2024 e in particolare pp. 6-11 (Alessandra Mattanza, In viaggio per il mondo all’inseguimento di graffiti e street art) e 14-19 (Introduzione di Chris Versteeg).
* Gianni Mercurio e Demetrio Paparoni (a c. di), The Keith Haring Show, Skira, Milano, 2005 e in particolare pp. 17-27 (Gianni Mercurio), 29-35 (Giulia Gruen), 37-44 (Demetrio Paparoni) e 47-59 (Arturo Schwarz).
* Alejandro Escobar Mundaca, La intermedialidad en la obra de Violeta Parra, in Maria Cristina Carrington, Maria Teresa Cortez e Paulo Alexandre Pereira (a c. di), Literatura em companhia: ensaios de literatura comparada, Húmus, Ribeirão – Vila Nova de Famalicão (PT), 2023, https://ria.ua.pt/handle/10773/39427, pp. 51-68.
* V. Parra, Canzoni, a c. di Ignazio Delogu, Newton Compton, Roma, 1979.
Laboratorio N. 5A (Scuola Secondaria)
La resistenza e i diritti in gioco
Coordinato da Elena Musci (UniBas – Didattica della Storia)

ABSTRACT
Durante il laboratorio saranno sperimentati alcuni modelli di giochi centrati sulla Resistenza e, in maniera trasversale, sul tema dei diritti, in formato digitale e cartaceo. Infine, sarà possibile ipotizzare una nuova versione del gioco Sospetti clandestini a partire dai luoghi di provenienza dei corsisti. A questo proposito si invitano gli iscritti a portare eventuali testi o riferimenti Web contenenti nomi e descrizioni sintetiche della vita di antifascisti o vittime del nazifascismo ricordati in lapidi, pietre d’inciampo, memoriali, ecc…
In particolare i corsisti potranno cimentarsi con
- Il segreto della bici, un escape game digitale realizzato con Genially a partire da alcuni documenti presenti nell’archivio Istoreto – Istituto Storico della Resistenza di Torino – che attraverso prove ed enigmi propone la lettura e interpretazione critica delle fonti al fine di ottenere la vittoria.
- Sospetti clandestini (in A. M. Venera & E. Musci, Resistenza e diritti in gioco, ed. Junior, 2025), un gioco deduttivo di comitato, pensato per una classe, in cui leggendo e selezionando le caratteristiche dei personaggi, i giocatori dovranno individuare la prossima vittima dell’O.V.R.A. e avranno modo di verificare come per essere perseguitati bastava, in alcuni casi, essere semplicemente nati in una famiglia che il nazifascismo riteneva non dovesse esistere.
- La Resistenza in mostra (da concordare con i corsisti secondo il tempo a disposizione), un gioco ambientato nell’immediato dopoguerra, quando furono organizzate alcune “mostre della liberazione” il cui obiettivo era legittimare un governo legato alla Resistenza e alle forze politiche che vi avevano agito. Fra i giocatori, suddivisi in curatori e redattori, agiscono segretamente alcuni nostalgici del fascismo il cui scopo è realizzare pannelli espositivi che rivalutino il fascismo. Compito dei curatori è individuare gli ex fascisti, accusarli pubblicamente ed estrometterli dal gioco.
I giochi saranno supportati da un debriefing funzionale alla riflessione teorica.
POST SEA: i docenti che hanno seguito il laboratorio possono accedere, nel corso dell’anno, al tutoraggio a distanza per le azioni di progettualità da avviare nelle proprie classi.
Abstract del laboratorio N. 6A (Scuola Secondaria)
1936-1950. Dal Fascismo alla Liberazione e oltre. Il passaggio da sudditi/e a cittadini/e visto attraverso un archivio scolastico storico.
Progettare l’uso didattico di giornali e diari di classe in un archivio scolastico storico
Coordinato da Chiara Patuano (UniGe, Clio’92), Giulia Pilosu (UniGe) e Mario Pilosu (Clio’92, SNDI)

ABSTRACT
Il laboratorio ha questa struttura:
- individuazione delle eventuali esperienze pregresse nell’ambito dell’uso degli archivi e in particolare di quelli scolastici storici dei/delle docenti partecipanti;
- approfondire alcuni aspetti metodologici relativi agli archivi scolastici storici, alle procedure d’uso e agli usi didattici delle fonti archivistiche;
- presentazione delle attività svolte sull’archivio scolastico storico presente nell’I.C. Borzoli di Genova, inerenti il periodo 1936-1950
- Ipotesi di possibili sviluppi all’interno di Progetto dell’I.C.
- Individuazione, sulla base dell’esempio o di altre esperienze dei/delle docenti partecipanti, di modalità di progettazione e sperimentazione di percorsi didattici che utilizzino le fonti documentarie presenti in archivi scolastici storici della propria scuola, eventualmente in riferimento al periodo storico a cavallo tra 1936 e primi anni ‘50.
- Eventuali proposte da sperimentare in aula, all’interno di un progetto d’istituto condiviso
26/8 h. 9-10.00 | Presentazione dei corsisti e dei formatori – survey sul possesso o meno di competenze pregresse sulla conoscenza degli archivi scolastici storici e sul loro utilizzo, attraverso un questionario online strutturato sulla piattaforma Microsoft Forms. Chiarimento sulle ragioni della scelta del tema. Condivisione degli obiettivi didattici e di cittadinanza anche in base alla tipologia di scuola. (vedi indicazioni nazionali) | |
10.00-11.00 | Introduzione agli Archivi Scolastici storici. Procedure da seguire per il loro utilizzo didattico. Esempi di usi didattici in esperienze già effettuate. | |
11.00-11.15 | PAUSA | |
11.15-12.30 | Presentazione delle attività svolte sull’archivio scolastico storico presente nell’I.C. Borzoli di Genova in funzione della progettazione del laboratorio. Esempi di modalità di selezione e di schedatura in funzione del tema individuato. Possibili rapporti con comunità del territorio. Rapporto con contesto storico nazionale/globale. Panoramica su utilizzo IA per trascrizione documenti olografi (Transkribus, ChatGpt, Gemini, Linee guida UNESCO) Risultati ottenuti nel corso dei primi 2 mesi di attività (vediamo) | |
15-16.00 (15-15.30) | Discussione su criticità del percorso effettuato e sulle ricadute possibili nell’ambito dell’Istituto scolastico. Modalità di possibile coinvolgimento Sovrintendenza archivistica. | |
16.00-18,30 | Proposta laboratoriale che prevede l’utilizzo delle fonti precedentemente selezionate e costruzione di un UdA. | |
27/8 h. 9-11.00 | Presentazione e discussione dei materiali prodotti. |
POST SEA: i docenti che hanno seguito il laboratorio possono accedere, nel corso dell’anno, al tutoraggio a distanza per le azioni di progettualità da avviare nelle proprie classi.
Laboratorio N. 1B (Scuola dell’infanzia e primo biennio della primaria)
Diritti e doveri di bambini/e in Italia oggi
Coordinato da Luciana Coltri (Clio’92), Paola Palmini (Clio’92) e Mariarosa Ritonnale (Clio’92)

ABSTRACT
Il laboratorio “Diritti e Doveri dei/delle Bambini/e in Italia Oggi” offre a insegnanti della scuola dell’infanzia e delle prime classi della primaria un’opportunità pratica e interattiva per esplorare la complessa relazione tra diritti e doveri dei minori, nativi digitali, nel panorama odierno.
Si realizza in due fasi. In un primo momento, condividendo l’analisi di due concetti fondamentali, bisogno/i e regole vengono proposti percorsi e progettazioni per sviluppare in bambini e bambine il senso di responsabilità e di rispetto implicato nel binomio diritto-dovere: con la visione di un video motivazionale, i partecipanti al laboratorio saranno coinvolti in un brainstorming sui “bisogni dei bambini oggi a scuola” per individuare tutte le sfaccettature che l’idea di bisogno implica. Questo momento di confronto, funge da trampolino per introdurre il fondamentale concetto di diritto. Attraverso, poi, un confronto guidato, il laboratorio favorirà l’emergere dell’esigenza di stabilire regole chiare per il rispetto di sé e degli altri, introducendo il concetto di dovere: chi stabilisce le regole, dove vengono stabilite, cosa implica il rispetto di una regola.
Con la didattica dei copioni verranno prese in considerazione le relazioni sociali, spaziali e temporali che i bambini e bambine vivono in Italia oggi. In laboratorio abbiamo scelto la scuola in Italia come scenario di comunità attuale in cui far comprendere come le regole non limitino ma garantiscano il rispetto di se stessi e degli altri: analizzeremo e programmeremo la condizione essenziale di “Stare bene a scuola oggi”.
La seconda parte del laboratorio sarà interamente dedicata alla promozione dello “Stare bene nel digitale“, fornendo strategie per guidare i bambini nell’uso consapevole e sicuro delle tecnologie. Il loro uso implica l’applicazione di nuove regole che garantiscano i diritti e i doveri di chi ne fruisce ma soprattutto richiedono la consapevolezza dei rischi e delle opportunità che offrono e richiedono lo sviluppo di una comunicazione responsabile riconoscendo sia i diritti che le responsabilità che emergono in questo nuovo contesto.
L’obiettivo finale oltre a fornire agli insegnanti le competenze per educare i futuri cittadini è quello di proporre spunti per programmare l’avvio di concetti interdisciplinari come Legge, Società e Stato, fondanti il concetto di cittadinanza.
POST SEA: i docenti che hanno seguito il laboratorio possono accedere, nel corso dell’anno, al tutoraggio a distanza per le azioni di progettualità da avviare nelle proprie classi.
Laboratorio N. 2B (Scuola Primaria: terza, quarta e quinta classe)
Sudditi/e nella civiltà romana
Coordinato da Cristina Carelli (Clio’92) e Antonina Gambaccini (Clio’92)

ABSTRACT
Attraverso la conoscenza della condizione dei/delle sudditi/e o dei/delle cittadini/e nella civiltà romana, si arriverà a riconoscere la stratificazione delle classi sociali dal passato ad oggi, per giungere all’idea di cittadinanza.
Verranno presi in considerazione alcuni testi storici su cui compiere operazioni di estrapolazione di informazioni, di trasformazione dei testi continui in testi discontinui, ad esempio con rappresentazioni grafiche. Verrà applicata la didattica dei copioni per far conoscere come si diventava schiavi e quali erano i diritti e doveri dei/delle cittadini/e romani/e nel periodo imperiale. Saranno proposte inoltre immagini da analizzare, in particolare contestualizzate al patrimonio architettonico e artistico, per coniugare le attività di conoscenza del patrimonio culturale all’esercizio di cittadinanza attiva, poiché riteniamo che l’educazione al Patrimonio sia un ottimo volàno per costruire “futuri cittadini”. Il percorso si realizzerà mettendo a confronto due Quadri di Civiltà, quello della Roma monarchica e quello della Roma imperiale, attraverso un semplice processo di trasformazione in cui mettere in rilievo permanenze e mutamenti sia nella popolazione, sia nel territorio, quindi nell’organizzazione sociale romana. Nel percorso verranno presi in considerazione alcuni concetti fondanti come società, cultura e Stato, implicati nel concetto di cittadinanza.
Affronteremo lo studio della civiltà romana come una sorta di modello in cui si sono sviluppati i concetti di diritto, collegialità d’intervento, concetti che stanno alla base della cittadinanza attiva odierna.
POST SEA: i docenti che hanno seguito il laboratorio possono accedere, nel corso dell’anno, al tutoraggio a distanza per le azioni di progettualità da avviare nelle proprie classi.
Laboratorio N. 3B (Scuola Secondaria)
Da sudditi/e a cittadini/e: alcuni processi di trasformazione dal Medioevo all’Età contemporanea
Coordinato da Enrica Dondero (Clio’92) e Maria Teresa Rabitti (Clio’92)

ABSTRACT
Dopo una iniziale riflessione collettiva sul concetto di cittadino e di suddito, il lavoro laboratoriale si svolgerà su alcuni testi e documenti selezionati per comprendere come in alcuni momenti storici si sia verificata, in forme diverse, la trasformazione della sudditanza feudale o signorile a forme di libertà eo conquista di partecipazione al potere e di diritti di cittadinanza.
Il laboratorio partirà dall’analisi della nostra esperienza: dall’essere cittadini oggi. Quali sono gli elementi, i documenti, i diritti, che dicono la cittadinanza? Cosa caratterizza e come si riconosce la cittadinanza? Ci sentiamo cittadini dello Stato italiano o cittadini europei? Esistono ancora dei sudditi, o dei non cittadini tra noi? Quali diritti devono ancora essere conquistati? Quale sarà il futuro?
Definire chi è suddito o chi è cittadino non è semplice né è possibile stabilirlo per sempre. La storia dimostra che non esiste una definizione univoca, che i due concetti variano nel tempo secondo contesti territoriali differenti. Chi erano e quali diritti avevano i cittadini nell’antica Roma imperiale? Quali diritti e doveri erano riservati ai contadini, mezzadri o servi della gleba nel periodo feudale? I cittadini dei liberi comuni italiani o nord europei come conquistarono il diritto di cittadinanza? Di quali libertà godevano? Negli stati retti da Signorie, nei lunghi secoli delle monarchie nazionali o nell’impero esistevano solo sudditi, tutti erano sudditi del monarca, ma vi erano vari livelli di sudditanza. Anche i ricchi mercanti o banchieri, che erano così potenti da influenzare il potere politico, erano sudditi del re o della Chiesa.
La ricerca della libertà e la conquista di diritti umani e sociali è una esigenza condivisa da popoli e generazioni diverse, è come un filo che unisce e attraversa epoche antiche e moderne. Solo nel XVIII e XIX secolo, recentemente quindi, con l’affermazione dei diritti dei doveri dei cittadini stabiliti dalla Rivoluzione Francese, possiamo dire che la conquista della cittadinanza, così come la intendiamo oggi, ha iniziato a prendere forma.
Anche in Italia, il secolo che separa lo Statuto Albertino dalla Costituzione ci mostra che il processo da suddito/a a cittadino/a non si è realizzato in modo progressivo e uniforme: ci sono stati momenti evolutivi e fasi regressive, brusche interruzioni e dolorose negazioni; nella stessa epoca hanno convissuto soggetti privilegiati e gruppi con meno diritti degli altri. Tuttavia, donne e uomini che si sono assunti la responsabilità di una SCELTA e hanno lottato per raggiungere obiettivi importanti hanno modificato situazioni inique.
Oggi le Costituzioni degli stati occidentali e la Comunità europea stabiliscono e regolano i diritti e i doveri dei cittadini. La cittadinanza è una conquista da difendere dall’ingerenza del potere politico.
Chiudiamo con un’ultima riflessione tornando alla nostra realtà: oggi che cittadine/i siamo? L’indifferenza che sembra dominare la nostra società è accettabile, è compatibile con i valori espressi dalla Costituzione italiana? Se la conoscenza storica è un’opportunità di crescere, se siamo parte di una storia in corso, come possiamo agire per cambiarne le dinamiche, per diventare effettivamente cittadine/i e avvicinarci a una maggiore giustizia sociale?
POST SEA: i docenti che hanno seguito il laboratorio possono accedere, nel corso dell’anno, al tutoraggio a distanza per le azioni di progettualità da avviare nelle proprie classi.
Laboratorio N. 4B (Scuola Primaria e scuola Secondaria)
Processi di democratizzazione e cittadinanza plurale in Italia dopo il 1945
Coordinato da Cristina Cocilovo (Clio’92), Maurizio Gusso (Clio’92), Maria Laura Cornelli (Proteo Fare Sapere) e Annalisa Zaccarelli (Clio’92, Proteo Fare Sapere), con la partecipazione di Erica Angelini (Clio’92)
scarica il file di Cristina Cocilovo
scarica le slide di Erica Angelini
scarica le slide di Maria Laura Cornelli e Annalisa Zaccarelli

ABSTRACT
Il laboratorio ha tre obiettivi principali:
- confrontare pratiche didattiche nell’ambito dei rapporti fra storia ed educazione alla cittadinanza, con particolare riferimento ai processi di democratizzazione in Italia e alle differenze di genere;
- stimolare una rilettura dei piani di lavoro personali di storia alla luce della educazione alla cittadinanza;
- sperimentare ‘minilaboratori formativi adulti’ generativi di possibili pratiche didattiche euristico-laboratoriali e di sperimentazioni di educazione alla cittadinanza e storia.
Il laboratorio si articolerà in tre momenti.
La mattina del 28.08, coordinata da M. Gusso, sarà dedicata a un confronto fra pratiche didattiche di educazione alla cittadinanza (con particolare riferimento ai processi di democratizzazione in Italia dopo il 1945) e a un minilaboratorio, condotto da C. Cocilovo, su un caso emblematico della ricostruzione umana, sociale, culturale e politica del secondo dopoguerra: i Convitti scuola della Rinascita (e in particolare quello di Milano), scuole residenziali per figli o parenti di partigiani, organizzate dall’ANPI in modo partecipativo, pedagogicamente innovativo e non gerarchico.
Il pomeriggio del 28.08, M. L. Cornelli e A. Zaccarelli coordineranno il minilaboratorio Finalmente cittadine!, nel corso del quale si metteranno a fuoco: il ruolo delle donne nella Resistenza e il loro contributo alla Consulta e alla Costituente; la svolta epocale del voto e la contrastata realizzazione dei principi costituzionali nei decenni successivi.
Le prime due ore della mattina del 29.08, coordinate da M. Gusso, saranno dedicate alla presentazione di altre piste di ricerca (es.: Erica Angelini sul caso riminese), a un bilancio del laboratorio e alle sue possibili prospettive di sviluppo.
POST SEA: i docenti che hanno seguito il laboratorio possono accedere, nel corso dell’anno, al tutoraggio a distanza per le azioni di progettualità da avviare nelle proprie classi.
Riferimenti bibliografici
* Aa. Vv., A scuola come in fabbrica, Vangelista, Milano, 1978 (I ed.; III ed.: A scuola come in fabbrica. L’esperienza dei Convitti-scuola della Rinascita, ivi, 1980).
* Aa. Vv., Diritto allo studio dovere di studiare. Cinquantennale dei Convitti-scuola della rinascita, Istituto didattico pedagogico della Resistenza, Novara, 1994.
* Alessandra Facchi e Orsetta Giolo, Una storia dei diritti delle donne, Il Mulino, Bologna, 2023.
* Vinzia Fiorino, Lo spazio pubblico delle donne: suffragio, cittadinanza, diritti politici, in Silvia Salvatici (a c. di), Storia delle donne nell’Italia contemporanea, Carocci, Roma, 2022, pp. 53-78.
* Patrizia Gabrielli, Il primo voto. Elettrici ed elette, Castelvecchi, Roma, 2016.
* P. Gabrielli, Il 1946, le donne, la Repubblica, Donzelli, Roma, 2009.